La calca all'ingresso del Cortile di Giulietta durante il ponte del Primo Maggio

IL CASO. Il sovraffollamento in via Cappello ormai a livelli intollerabili per garantire la sicurezza
Incolumità dei visitatori a rischio, urgente la riorganizzazione del sito Briani: «Ma ora la priorità è regolare e contenere il flusso pedonale»
ENRICO SANTI

Chi non ricorda le immagini di caos, panico e terrore che avevano trasformato in un inferno piazza San Carlo, a Torino, dove una folla di tifosi, lo scorso 3 giugno, stava seguendo sul maxischermo la finale di Champions League della Juventus? La calca incontrollabile era stata originata da un gruppo di malviventi – protagonisti di un episodio simile qualche settimana prima anche in una discoteca veronese – che avevano messo a segno una rapina servendosi di spray urticante. A qualcuno quel fatto è tornato in mente vedendo la massa di visitatori, stipati come sardine nel cortile della Casa di Giulietta nei giorni del ponte del primo maggio. In situazioni del genere basterebbe un falso allarme per scatenare il panico e il tempio degli innamorati diventerebbe una trappola senza vie di scampo dal momento che anche l’unica entrata sarebbe ostruita dalla folla che preme per entrare. Oltre al Comune, tra l’altro, anche i proprietari privati sono responsabili in sede civile e penale della sicurezza. Per garantire l’incolumità dei presenti, in circostanze simili, durante le festività natalizie i vigili avevano bloccato il traffico pedonale in via Mazzini.Per rimediare a questa situazione di potenziale pericolo si sta lavorando a Palazzo Barbieri. Ma sui progetti di riordino del cortile, sui quali si sta discutendo da mesi, ancora non si è presa una decisione. «È tempo di pensare a una regolamentazione del flusso pedonale su via Cappello e da via Stella, perlomeno nelle giornate più critiche e durante i ponti, per contenere l’affollamento nel cortile della Casa». A dirlo è l’assessore alla Cultura e al turismo Francesca Briani. E assicura che, «a breve» si affronterà il problema della sicurezza in uno dei siti più visitati al mondo. Si calcola, infatti, che siano quasi due milioni i turisti che ogni anno transitano sotto la statua dedicata alla protagonista della tragedia di Shakespeare.L’assessore, inoltre, fa sapere che «presto» verranno fatti interventi di pulizia da sporcizia e imbrattamenti per ristabilire un minimo di decoro in quello che dovrebbe essere uno dei biglietti da visita della città, patrimonio dell’Unesco. Quanto alla definizione dei piani di riorganizzazione del cortile e della Casa, l’assessore alla cultura garantisce che entro giugno verrà presa una decisione: «Servirà ancora qualche incontro con i proponenti dei progetti di gestione del sito con l’obiettivo di trovare una sintesi condivisa». Da una cosa l’assessore afferma che non si smuoverà: «Il brand dovrà restare in mano al Comune». Le proposte prese in esame sono due. C’è quella della Mox Corporation che prevede l’ingresso a pagamento dalla palazzina Armani, a fianco dell’attuale accesso al cortile, e l’uscita sempre su via Cappello al termine di un percorso multimediale. La seconda è quella presentata dalla società Teatro Nuovo con ingresso da piazzetta Navona e uscita da via Cappello. Ma è la commistione tra pubblico e privato a rendere particolarmente complicata la trattativa, soprattutto sugli aspetti economici.Tali soluzioni, hanno molto a che vedere anche con il tema sicurezza. In primo luogo la diversificazione dei varchi di entrata e uscita allenterebbe la pressione della folla. Inoltre si starebbe valutando la possibilità di prenotare le visite o di ampliare l’apertura in orario serale. Infine, un reale percorso museale renderebbe, a detta degli esperti, meno caotico l’afflusso.

Tratto da: Arena di Verona

Data: 6/05/2018

Note: ENRICO SANTI