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TOPONIMI. Da Ciro Menotti e i Fratelli Bandiera alla battaglia sull’Aspromonte e al combattimento di Calatafimi, primo vero scontro della spedizione dei Mille.
Da via Edoardo Bassini, patriota e scienziato, a via Ugo Bassi, frate barnabita che unì il fervore religioso all’amor patrio.

Vicino all’ospedale, via Edoardo Bassini, in onore del patriota e scienziato che si arruolò con i garibaldini, combatté con i fratelli Cairoli a villa Glori; dopo l’unità d’Italia, divenne un chirurgo molto famoso per gli interventi di ernia inguinale. C’è, poi, via Giuseppe Missori: fu un seguace di Mazzini e collaboratore di Garibaldi in tutte le sue imprese.

Rimanendo all’eroe dei due mondi, inoltrandoci nel quartiere, ecco ricordati due luoghi: via Aspromonte, il massiccio calabrese, dove il 28 agosto 1862, si svolse un breve combattimento, e via Calatafimi, la prima battaglia della spedizione dei Mille, avvenuta il 15 maggio 1860.

Vicino a queste due strade c’è via Ugo Bassi: frate barnabita e patriota, insigne predicatore, unì il fervore religioso all’amor patrio.

Tornando attorno all’ospedale, troviamo altri eroi del risorgimento. La più a nord è via Ciro Menotti: patriota modenese, protagonista dei moti del 1831, cercò di coinvolgere il duca Francesco IV, il quale prima mostrò disponibilità al progetto costituzionale, ma poi arrestò Menotti e lo fece giustiziare.

Non poteva mancare una via ai fratelli Bandiera: Attilio ed Emilio, ufficiali veneziani di marina, fondarono la società segreta «Esperia», per concretizzare gli ideali mazziniani. Pensavano di sollevare la Calabria, ma l’impresa fallì e il 25 luglio 1844, furono giustiziati.

Infine, via Alfredo Cappellini, in ricordo dell’ufficiale che, nella battaglia di Lissa, nella terza guerra d’indipendenza, morì saltando in aria con la sua pirocannoniera Palestro.

E finiamo con il ponte dedicato al Risorgimento, che collega Borgo Trento con il quartiere di San Zeno. Il concorso per costruirlo fu indetto in occasione del! primo centenario dell’Unità d’Italia, nel 1861: partecip! arono molti architetti, ma la giuria li ritenne tutti di scarso interesse. L’incarico venne affidato, alcuni anni dopo, al noto architetto Pier Luigi Nervi (Sondrio 1891-Roma 1979). Il ponte fu inaugurato il 5 maggio 1968. Tre grandi arcate su due piloni centrali e due spalle ai lati, in cemento armato. Molto dinamica la sua forma per la presenza di travi con sezione a forma variabile, a trapezio dritto e capovolto. Le pareti laterali hanno una superficie a doppia curvatura, definita in geometria paraboloide iperbolico. Inoltre, gli appoggi, rivestiti in pietra locale, sono sagomati come rostri, per contrastare l’azione di una piena. Sono, dunque, tre i ponti dedicati a figure del risorgimento (oltre a questo, il Garibaldi e l’Aleardi): di recente, la proposta, avanzata per primo da un nostro lettore, Floriano Silvestri, di intitolare il ponte del Saval proprio all’unità d’Italia.

Al di là del ponte, nel quartiere di Borgo Milano, c’è via Alessandro Manzon! i, il «padre» dell’unità linguistica italiana, insieme ad altri letterati dell’Ottocento, mentre l’altro «padre della patria», Giuseppe Verdi, è ricordato in Borgo Venezia, nel quartiere dei musicisti. E, sempre in Borgo Venezia, c’è anche via Edoardo De Betta: politico e naturalista, De Betta (1827-1896) fu l’ultimo podestà di Verona austriaca. Filo-italiano, partecipò alla firma della cessione di Verona all’Italia e organizzò il plebiscito. Con lui, siamo tornati all’inizio del nostro itinerario storico di Verona italiana, da cui siamo partiti, all’inizio del nostro viaggio nel Risorgimento.E.CERP.

 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 23/03/2011

Note: CRONACA Pagina 16