IL PROGETTO. Venerdì alle 18 in via Spagna 6 incontro aperto a tutti i cittadini interessati a prendere parte all’iniziativa

Sperotto: «Ancora molti gli spazi che potrebbero essere recuperati»

Porta Fura, uno dei tesori da recuperare nella zona degli Orti di Spagna
Qualcuno fra gli abitanti più pessimisti aveva coniato il detto: «I Orti i-è morti». Ma altri, tra cui anche qualche nuovo arrivato, si sono ribellati a un destino di quartiere-dormitorio, al motto: «Orti risorti». Con lo scopo di promuovere questa resurrezione, prende vita il comitato civico «Orti di Spagna».Venerdì, alle 18, nella Cantina degli Orti, in via Spagna 6, si terrà un incontro con tutte le persone interessate, per «contarsi», conoscersi, e pensare insieme i tanti modi in cui imprimere un nuovo impulso di vitalità al rione racchiuso fra il bastione di Spagna e l’Adige, accanto a San Zeno. Tra i promotori dell’iniziativa ci sono, appunto, tre personaggi che solo da pochi anni hanno eletto gli Orti a proprio quartiere di residenza, e che se ne sono immediatamente innamorati: Alberto Sperotto, noto soprattutto per le sue battaglie contro il traforo delle Torricelle, Francesco Avesani ed Enrico Ballestriero.La nascita del comitato civico è stata preceduta, tra l’altro, da due «tour» fra le vie degli Orti per raccontarne la storia ed elencarne particolarità, aneddoti e leggende. Seguiranno, d’ora in poi, tre appuntamenti a tema: sempre venerdì nella vineria, dopo la fondazione del comitato alle 18, si proseguirà parlando degli «Orti di Spagna, vocazione agraria di un territorio». Al termine dell’incontro i partecipanti saranno omaggiati del libretto «La campana del fingàr» di Giuseppe Rama. Il 21 luglio, stessi orario e luogo, si parlerà degli «Orti di Spagna, i cibi di una volta», per poi assaggiare una frittata preparata con uova di galline allevate in loco. Infine il 28 luglio sarà dedicato agli «Orti di Spagna, ortaggi e fiori», con libero scambio di sementi e fiori tra gli intervenuti.Ma accanto a questi incontri conviviali, il gruppo si propone di dare il via a una serie di iniziative più «politiche», nel senso di individuare e perseguire obiettivi che abbiano come fine il miglioramento della zona. Sperotto, che vive qui da cinque anni, spiega: «Gli Orti sono un quartiere molto bello, con una storia particolare: negli anni Sessanta, quando il Comune volle urbanizzare questo ultimo lembo ai margini del centro, lanciò un bando di gara che fu vinto da un gruppo di progettisti romani. Sarebbe potuto sorgere un secondo “quartiere Navigatori” pieno di palazzoni, invece si scelse di prediligere le costruzioni basse con giardino, una piazzetta, una scuola, passaggi pedonali. Una visione lungimirante». «Oggi, però», continua, «ci sono molti luoghi che potrebbero essere recuperati a beneficio degli abitanti. Penso, per esempio, alla stessa piazzetta Orti di Spagna, o alla caserma Riva di Villasanta, acquistata dalla Agenzia delle entrate. O ancora, all’ex deposito austriaco di munizioni dove la Soprintendenza custodisce i reperti emersi durante i cantieri. Vorremmo chiedere che siano lasciati spazi aperti ai cittadini».«Intendiamo valorizzare anche la storia del rione e dei suoi abitanti. Alcuni sono molto anziani, come il novantacinquenne Aldo, superstite di Auschwitz. Altri, come me, sono nuovi. Insomma, abbiamo molte idee da sviluppare».L.CO.

Tratto da: arena-cronaca-pag.8

Data: 10/07/2017

Note: L.Co