ARREDO URBANO. L’ultima ipotesi sulle statue di ponte Garibaldi
Il Comune ridimensiona il progetto di inserimento dei marmi che ornavano il manufatto fino al 1945

Giardini vicini a ponte Garibaldi dove potrebbero andare gli «stràchi»
Ponte Garibaldi, senza «stràchi» il progetto va avanti ma dal Comune giunge una proposta che lo rivisita: una reinterpretazione da porre nei vicini giardini Giussani. Briani: «L’unica soluzione ad oggi possibile». La ribattuta di Rosa: «Se la scelta è per un qualcosa di più contenuto, il nuovo progetto deve comunque riscrivere questa pagina di storia dimenticata». Il botta e risposta tra il nuovo assessore alla Cultura, Francesca Briani, e il portavoce del gruppo di cittadini promotore del ritorno delle statue scolpite da Ruberto Banterle, Massimo Rosa, pone sul tavolo due punti di vista: la proposta che giunge dall’amministrazione con un progetto «ridimensionato» in linea con i costi, dall’altro il desiderio di riscrivere una pagina di storia andata perduta con la ritirata tedesca durante l’ultimo conflitto mondiale.A fermare ogni desiderio di rivedere i marmi su Ponte Garibaldi sembra essere il costo del progetto di recupero che per l’assessore Briani è «eccessivo», mentre per Rosa «non è impossibile e serve solo una volontà politica, mancata finora». «Speriamo», dice Rosa, «sia solo un momento per fattori contingenti, che auspichiamo possano essere risolti».I quattro gruppi sdraiati raffiguravano l’agricoltura, il condottiero, il nocchiero e la madre. Di quest’ultima statua, nell’estate 2016 è stato ritrovato il calco della testa: si trova nell’antica corte Ca’ Tantini Banterle nel Comune di Belfiore ed è di proprietà dei figli dello scultore Alberto, Claudio, Paola e Silvana. «Se dev’essere un progetto “ridimensionato”», riprende Rosa, «questo potrebbe partire dal calco ritrovato per creare una nuova opera in bronzo o in marmo, con uno sfondo in bassorilievo che “fotografa” il ponte sino alla primavera del 1945».Il luogo più adatto ad accogliere una rivisitazione di Ponte Garibaldi con i suoi «stràchi» è l’area verde che si trova dinanzi al parco Cesare Lombroso: il giardino Giussani. Un luogo, conclude Rosa, «solo di passaggio, mentre potrebbe diventare un angolo di cultura con un’opera d’arredo urbano accompagnata da pannelli descrittivi di come era in passato Ponte Garibaldi».M.CERP.

Tratto da: L'Arena - sez. null- pag. 17

Data: 19/10/2017

Note: Marco Cerpelloni