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BORGO TRENTO. Sarà allestita a novembre con i suoi gruppi marmorei
L’iniziativa in occasione dei 50 anni dalla morte dell’autore delle statue perdute di Ponte Garibaldi.
Ponte Garibaldi, 50 anni fa la scomparsa dello scultore degli «stràchi»: a novembre una mostra celebra l’artista veronese. Al centro ci saranno i gruppi marmorei sdraiati andati distrutti durante la ritirata tedesca nell’aprile 1945. Massimo Rosa annuncia una «grande esposizione di Roberto Banterle, per conoscere questo artista e i suoi lavori» tra cui, si ricorderanno, le quattro sculture che adornavano Ponte Garibaldi sino alla conclusione della seconda guerra mondiale.Sarà anche esposto il progetto per il loro recupero a cui Rosa con Francesco Tirozzi, Fabrizio Sordi e Luigi De Paoli sta lavorando da qualche anno. Nelle intenzioni c’è una loro «rivisitazione in chiave moderna». Un ritorno dei marmi, però, legato alla staticità dello stesso ponte che vide passare il patriota diretto da amici nella vicina frazione di Avesa. «È al Comune che spetta la verifica della parte tecnica», afferma Rosa. «Al nostro gruppo, invece, è assegnato l’incarico di ricerca degli sponsor per trovare le risorse necessarie al ritorno delle quattro statue sugli altrettanti angoli». Ma, se qualcuno si aspetta di rivedere le copie dei gruppi originali resterà forse deluso: infatti, non sarà alcuna restituzione del passato e non si vedranno neppure gli scalpellini all’opera. Tanto meno i marmi saranno ridisegnati su quelli distrutti.«Certo, una somiglianza ci sarà», svela Rosa. «Ma, saranno in “veste” moderna». Resteranno, comunque, di marmo. Un materiale quasi certo dopo l’avvicinamento al progetto di Fabio Coltri, tra i principali rappresentanti del comparto lapideo. «Con lui abbiamo iniziato a conoscere questo mondo ed insieme stiamo esplorando le opportunità comuni legate al progetto “stràchi”», dice Rosa. «Coltri non solo ci introduce nelle aziende del marmo, ma è anche “legato” in un certo senso alla storia della città: suo nonno ha fornito le lastre di marmo “nembro rosato” utilizzate su ponte della Vittoria». Un successivo «passaggio operativo», così lo ha definito Rosa, è stato l’incontro con il Consorzio Marmisti Veronesi dove c’è «entusiasmo per questo progetto che riapre una pagina di storia». «Abbiamo avviato», continua, «un confronto con il presidente Donato Larizza e non resta che attendere l’aspetto tecnico da parte del Comune». Rosa guarda anche al vicino quartiere del Duomo dove è stato presentato un piano della Fondazione Cariverona di riconversione degli edifici ex Unicredit. Si tratta di un isolato a poche centinaia di metri da ponte Garibaldi che, secondo Rosa, «potrebbe rilanciare il turismo nella zona compresa tra il Duomo e il rione Carega da un lato e dai giardini Lombroso sino a ponte Pietra dall’altro».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 26/07/2018

Note: M. CERP