Rendering dei nuovi cassonetti: «bocca» piccola ma «pancia» grande

IL PROGETTO. Secondo l’Amia nel giro di tre mesi si potranno installare i primi contenitori interrati in piazza Bra.
In superficie solo la «bocca» Obiettivi sono il rispetto ambientale e favorire la raccolta porta a porta

Mal sopportati dai più, accusati di rovinare le foto ricordo dei turisti negli angoli più belli della città e, spesso, traboccanti di rifiuti, i cassonetti in centro storico potrebbero avere i mesi contati. Prende forma infatti il progetto di interrare i bidoni della città antica, a partire dalla Bra. Il progetto cui l’Amia sta lavorando già da alcuni anni, è stato presentato in Comune e secondo il presidente Andrea Miglioranzi entro tre mesi arriveranno i primi raccoglitori interrati a ridosso della Bra, di fronte ai giardinetti lato Liston. Si tratta in pratica di due bidoncini dell’indifferenziato con una “bocca” in superficie dove gettare i rifiuti ma una “pancia” interrata ben più capiente.«Stiamo predisponendo il bando di gara, cui seguirà l’incarico al professionista. I tempi tecnici per la realizzazione effettiva sono di 60 giorni e ciò vuol dire che per i primi di aprile sarà collocata l’isola di piazza Bra: intanto si parte con quella», dice Miglioranzi. Il progetto è però più ampio e prosegue proponendo la realizzazione di piccole isole ecologiche interrate in varie zone del centro, da piazza Viviani a largo Divisione Pasubio. E proprio qui, a pochi passi da Palazzo Barbieri e prima dell’imbocco di stradone San Fermo, a fronte di uno scavo di circa tre metri di profondità, dovrebbe trovare posto la prima isola ecologica con un conseguente minore impatto visivo rispetto all’attuale e ingombrante gruppo di cassonetti.La prospettiva è quella di eliminare gradualmente i bidoni a favore della raccolta dei rifiuti “porta a porta”, ancora non attuata in centro: una scelta che necessariamente comporta la realizzazione di queste isole per permettere ai cittadini di smaltire l’immondizia non ritirata a domicilio, si legge nella relazione del progetto dell’Amia.La scelta del primo punto in cui scavare è tutt’altro che casuale ma tiene conto, oltre che delle esigenze tecniche, anche dei vincoli imposti da un’archeologia da tutelare. E sarà subordinata a sondaggi e verifiche georadar per individuare eventuali reperti storici incompatibili con l’impianto interrato. Il progetto è stato esaminato dal consiglio della prima circoscrizione che, pur senza una maggioranza schiacciante, lo ha licenziato con sei pareri favorevoli, due contrari (Alvise Turco di Verona Pulita presidente della commissione Ambiente e Andrea Trombini, Pd) e tre astenuti: Carlotta Pizzighella e Luisa Sartori della Lista Tosi e Susanna Granata del M5S.L’idea delle isole ecologiche interrate in vari punti del centro storico ha infatti incassato anche parecchie critiche. La commissione ambiente del parlamentino del centro l’ha addirittura bocciata. «Non ci sono elementi sufficienti: non si parla di costi e il rischio di trovare reperti e di dover bloccare i lavori per mesi è eccessivo», riassume Turco. «Si tratta di un progetto fine a se stesso, privo di ogni riferimento su ciò che si intende fare in concreto sulla gestione dei rifiuti nella città antica», è intervenuto Trombini. «Ci sono quartieri, come Veronetta, che soffrono più del centro l’emergenza cassonetti e rifiuti. Se di isole interrate deve trattarsi, meglio iniziare da queste zone», è il parere di Franco Dusi, del gruppo Per i cittadini. I.N.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 28/01/2018

Note: I.N.