SCUOLA. Più di un istituto veronese adotta iniziative restrittive come ha già stabilito la Francia su tutto il suo territorio
Al comprensivo 3 il divieto vale per le primarie; i più grandi però devono tenerlo spento Le famiglie plaudono all’iniziativa

È diffuso anche nelle scuole veronesi il divieto di utilizzare smartphone. Al massimo, si tengono spenti
In Francia, i cellulari saranno categoricamente vietati alle medie e alle elementari, ovvero tra gli studenti dai 6 ai 13 anni circa. A stabilirlo è una legge voluta dal governo Macron e votata dalla maggioranza del parlamento francese che, sostanzialmente, ne bandisce presenza e utilizzo a scuola.La questione smartphone in classe non riguarda solo però il Paese d’oltralpe ma è decisamente attuale anche qui. Tanto che molti istituti comprensivi del veronese hanno già anticipato il problema disciplinandolo con regolamenti interni e provvedimenti discussi e approvati dai vari consigli dei docenti e d’istituto. Il motivo? Causa distrazione e isolamento, ancor prima di una serie di problematiche di gran lunga peggiore che spesso degenerano nei casi tristemente noti di cyberbullismo con video e fotografie fatti girare a insaputa dei protagonisti, vere e proprie persecuzioni e violenze perpetrate via social. Fenomeni, più e meno gravi, diffusi anche tra i giovanissimi.Ormai la quasi totalità degli studenti delle medie ha un proprio cellulare. E il telefonino comincia ad essere piuttosto diffuso anche in quarta, quinta elementare, dagli 8, 9 anni.All’Istituto comprensivo 3, San Bernardino – Borgo Trento, ad esempio, il regolamento interno vieta la presenza dei telefonini per gli alunni delle elementari mentre al grado successivo, medie inferiori, i ragazzini possono portarlo a scuola ma hanno l’obbligo di tenerlo spento e all’interno dello zaino. Pena, un richiamo ufficiale del dirigente: una sorta di nota di demerito ma molto più pesante come esito della semplice comunicazione a casa. «Quest’anno scolastico abbiamo comminato due sanzioni: un bilancio positivo. Sul tema, c’è la condivisione delle famiglie ed è molto importante», spiega il dirigente Matteo Dalla Torre.All’istituto comprensivo 9, Valdonega, si è optato per un ulteriore passo in avanti. Alle medie, ogni mattina, i cellulari vengono raccolti in una scatola con specificata classe e sezione, presi in custodia dall’insegnante e riposti in cassaforte fino al termine delle lezioni. Per le elementari del comprensorio, invece, è sostanzialmente vietato portare i telefonini a scuola, eccezione fatta per i pochi i cui genitori ne fanno espressa richiesta tramite l’insegnante. «C’è qualche alunno che abita a poca distanza da scuola e allora per i genitori fornire il cellulare per il tragitto è sinonimo di sicurezza. In questo caso, viene concessa una deroga che autorizzo io dopo un colloquio con i genitori. Per il resto, la scuola è connessa tramite linea fisse e le comunicazioni quando necessarie devono avvenire così», spiega la dirigente Lidia Marcazzan.Analogo il modus operandi adottato negli istituti che fanno capo al comprensivo 18, Veronetta e Porto, diretto dalla professoressa Maria Teresa Dosso dove gli alunni consegnano il proprio dispositivo all’insegnante all’arrivo in classe e lo ritirano in uscita. «Si tratta di un protocollo già adottato da alcuni anni alle medie e che ora abbiamo allargato anche alle elementari: una regola d’oro», spiega Dosso. «Il cellulare può essere utile in alcuni momenti, in accordo con gli insegnanti. Ma poi va escluso dalla quotidianità scolastica».La questione, però, non è comunque semplice da disciplinare. E alcuni istituti stanno ancora dibattendo intorno al problema, alla luce anche di quanto recentemente introdotto dalla nuova normativa europea sulla privacy. «La problematica cellulare è tuttora in discussione a livello di consiglio d’istituto. E si tratta di dinamiche molto delicate in fatto di privacy. Inoltre, sono questioni in continua evoluzione che chiamano in causa parecchi ambiti», riflette Alessandra Santini dirigente dell’Istituto comprensivo 12, Golosine.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 9/06/2018