LA MANIFESTAZIONE. Oltre un migliaio di partecipanti a Bimbinbici, che ha concluso la settimana del Festival in Bicicletta.
«La gente è pronta per una mobilità sostenibile, l’amministrazione garantisca percorsi protetti. E non una volta all’anno». Novità: risottata e pomeriggio di giochi e laboratori.

 

Un’invasione di caschetti colorati dall’Arsenale alle strade del centro. Scortati dalla polizia municipale, per avere la garanzia di un percorso protetto, oltre un migliaio di ciclisti, con a bordo anche qualche baby ospite di pochi mesi, hanno partecipato alla 17esima edizione del Bimbimbici, promosso dalla sezione veronese della Federazione degli Amici della Bicicletta (Fiab).Quest’anno l’evento è stato del tutto rinnovato. Non solo perché il lungo e scampanellante corteo ha siglato l’ultima giornata del primo Festival in Bicicletta nella nostra città, avviato la domenica precedente e durato per una settimana intera. Ma anche perché, per la prima volta, la festa all’Arsenale è continuata dopo la pedalata, con risotti, mele e bevande per tutti e, soprattutto, una serie di percorsi a ostacoli, giochi, laboratori didattici organizzati da associazioni e dall’Ecosportello del Comune e dall’Arpav per intrattenere i bambini con divertimento, educandoli nel frattempo a uno stile di vita sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Infine è stata premiata la bici più artistica della manifestazione.«Noi facciamo il possibile», dice il presidente degli Amici della Bicicletta, Giorgio Migliorini, «per sensibilizzare e invitare la gente a una mobilità sostenibile, ora spetta all’amministrazione fare la sua parte, garantendo ciclabili sicure e percorsi protetti, non solo una volta all’anno».Qualcosa si sta muovendo, visto che la settimana dedicata alla bici è stata promossa dal Comune grazie all’interessamento del consigliere della Lista Tosi Ansel Davoli, delegato allo sviluppo delle ciclabili. «La conclusione del neonato Festival si è svolta nella giornata comunale della bicicletta istituita l’anno scorso da Palazzo Barbieri», spiega quest’ultimo. «Con un impegno di 17mila euro e molti sostenitori si è riusciti a estendere l’offerta alla cittadinanza, organizzando attività e laboratori a tutte le fasce d’età. Anche con pochi soldi, la collaborazione può portare a risultati importanti».Nel corso della settimana gli Amici della Bicicletta sono stati a Villa Buri per pedalare con chi è affetto da patologie e necessita di un approccio soft alla bici, hanno proiettato film e organizzato pedalate naturalistiche e cosiddette ciclosofiche, ossia legate a un evento. «Il coinvolgimento dei quartieri periferici non ha avuto il successo sperato», confessa Migliorini. «Il Festival è migliorabile e, se ci sarà il budget disponibile, l’anno prossimo lo perfezioneremo senz’altro».oC.BAZZ.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 9/05/2016

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