NATURA IN CITTÀ. I volatili affollano in particolare lungadige Galtarossa
Sighele: «Alcuni arrivano da nord ed est Europa Altri sono quelli reali che si riproducono sul Garda»

Gabbiani in pieno agosto ancora in città? Se la loro presenza meraviglia passanti e veronesi come Giovanni, storico custode del centro sportivo Consolini, in realtà pare che il tempo della villeggiatura sia in parte già concluso per gli uccelli tipicamente di mare. Oltretutto non tutti migrano per forza di cose al nord, anche se il gran caldo che rende rovente la città lo lascerebbe immaginare. In molti infatti prediligono per il soggiorno estivo le zone costiere del Veneto o dell’Emilia Romagna per concedersi una pausa dalla consueta vita cittadina. La presenza dei cosiddetti «cocai» che ancora stanziano sul tratto di lungadige Galtarossa, tra Ponte Aleardi e Ponte San Francesco, non deve quindi stupire più di tanto.«Qualche gabbiano resta al suo posto tutto l’anno, perché non tutti nidificano», fa presente Maurizio Sighele, dell’associazione Verona Birdwatching: «Tra luglio e agosto i piccoli sono inoltre già nati, e si vedono in particolare nella laguna veneta o al delta del Po». Chi se ne è andato fino al nord, non a caccia di fresco ma solamente per motivi alimentari, sta già scendendo verso il sud visto che agosto è un periodo di fine nidificazione e i gabbiani sono pronti a tornare nei luoghi di svernamento.«A Verona la loro presenza è ibrida. In buona parte si tratta di uccelli nordici, arrivati da Polonia, Ungheria o Repubblica Ceca e se in inverno ce ne sono circa 2.500, d’estate si riducono a poche decine, ma qualcuno in circolazione resta sempre. Poi ci sono i cosiddetti gabbiani reali che nidificano anche sul lago di Garda e sono sempre presenti sul lungo muro di protezione del lungadige Galtarossa. Se nei mesi freddi sono una cinquantina, in quelli di grande calura se ne contano almeno una ventina».È ormai da sette anni che centinaia di gabbiani hanno trasformato il tratto del lungadige nel loro ricovero notturno. La presenza in zona della sede dell’Amia, con la discarica che risulta al loro palato appetitosa, è probabilmente uno dei motivi che ha determinato la scelta di appisolarsi sulla piacevole passerella lungo il fiume.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 9/08/2018

Note: C.Baz.