image

Arena 2010, marcia trionfale per Zeffirelli

Il maestro ringrazia commosso Verona: «Duro congedarmi dopo questa
estate unica e irripetibile, mi aspetta un futuro di nostalgia.

L’88° festival areniano giunge stasera con l’ultima replica di Aida
al suo epilogo. È tempo di fare le prime considerazioni sui risultati
conseguiti.

 

L’88° festival areniano giunge stasera con l’ultima replica di Aida al suo epilogo. È tempo di fare le prime considerazioni sui risultati conseguiti. Innanzitutto con l’artefice principale del festival, il personaggio al quale è stato interamente dedicato, Franco Zeffirelli, che nelle doppie vesti di regista e scenografo gli ha dato forma e carattere, contraddistinguendolo agli occhi della critica e di un folto pubblico internazionale. Zeffirelli è l’unico in Arena che s’è visto affidare un intero festival, un privilegio che nessun altro suo collega ha potuto finora vantare.
Tutto è filato secondo le sue indicazioni, maestro ?

Dei cinque spettacoli in programma, quattro erano riprese. Aida, Carmen, Madama Butterfly, Il Trovatore erano tutte produzioni già ampiamente collaudate. Mi sono limitato a correggere qualche «incrostazione» dovuta al tempo, a suggerire alcuni aggiustamenti, piccole innovazioni. Il gruppo degli aiuto registi ha poi portato a termine, con diligenza, le repliche.

Le compagnie di canto e le conduzioni musicali l’hanno pienamente soddisfatta ?

So delle difficoltà che incontrano le fondazioni liriche italiane per accaparrarsi quanto passa sul mercato, con la contingenza del momento e quando i teatri stranieri possono invece aggiudicarsi per tempo e con altre disponibilità finanziarie, i cast migliori. Le compagnie, almeno delle serate iniziali, erano l’ottimale che si potesse avere a disposizione.

E «Turandot»? Lei ha espresso dissenso sul ritorno del duetto finale, che aveva tagliato.

Bah! L’errore umano è sempre da mettere in bilancio… La mia nuova Turandot ha ottenuto grandi consensi ed elogi pubblici. Questo è ciò che importa davvero. Quindi tutto è bene quello che finisce bene

E per concludere?

In definitiva ci tengo molto a dire soprattutto questo: cari amici veronesi, in questo momento si congiungono dentro di me letizia e dolore. Questo è il sentimento che mi pervade pensando a quello che mi avete dato, con una generosità ed un affetto difficili da incontrare ancora nella vita. Congedarmi da voi, ahimé, dopo questa stagione unica e irrepetibile, non sarà un compito facile. Mi aspetta un futuro di nostalgia con un pesantissimo debito di riconoscenza per Verona e per tutti voi.

 Un diluvio di complimenti e commenti positivi nella pagina di Facebook della Fondazione Arena

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 29/08/2010

Note: NULL