INIZIATIVA. La vicepresidente di Federfarma sottolinea che saranno anche distribuiti volantini
Capri: «Saranno formati per essere più ricettivi nel valutare possibili casi di violenza». La psicologa: «Le vittime non vanno lasciate sole»
«Una donna non si tocca nemmeno con un fiore», si dice. A meno che non si tratti di una mimosa, verrebbe da aggiungere. È, infatti, questo è il nome del progetto presentato ieri mattina da Federfarma. In occasione della Festa dedicata all’universo femminile, le farmacie di città e provincia diffondono, infatti, la campagna di Progetto Mimosa per prevenire e contrastare la violenza.«I farmacisti saranno formati per essere più ricettivi e attenti nel valutare possibili casi di violenza, e allo stesso tempo si faranno carico di distribuire volantini e materiale informativo sulla campagna, con tanto di riferimenti di centri di ascolto e numeri utili a cui rivolgersi», spiega la vicepresidente di Federfarma, Arianna Capri. «Assistiamo quasi quotidianamente a strani traumi e contusioni che non sembrano combaciare con le giustificazioni che vengono date», evidenzia il presidente della Federazione, Marco Bacchini, mentre la responsabile del centro antiviolenza Petra del Comune, Tiziana Cargnelutti, mette in luce l’abuso crescente di psicofarmaci e tranquillanti per placare attacchi di panico e ansia. La violenza, oltre a essere fisica o sessuale, ha infatti molte sfaccettature e spesso colpisce anche dal solo punto di vista psicologico.«Le farmacie rappresentano il primo sportello territoriale di orientamento», riprende Capri. «Dispensare salute significa impegnarsi per garantire un benessere totale, psichico, fisico e sociale e non solo lavorare per l’assenza di malattie. In questo senso possiamo rappresentare un punto di accesso privilegiato».Le vittime di violenza, infatti, non sempre se la sentono di rivolgersi alle forze dell’ordine. «Dobbiamo convincere le vittime che non sono un problema, ma hanno un problema», insiste la psicologa Cargnelutti. «Non possiamo lasciare sole donne confuse e disorientate, e tramite reti come questa riusciamo a fare sentire la nostra vicinanza», dichiara Paola Poli consigliera Pari opportunità della Provincia, che aderisce al progetto insieme al Comune e alla Prefettura, e con Vision, Osservatorio nazionale di vittimologia, Telefono rosa, Spazio ascolto uomini, centro Antiviolenza telefono h24, Rete nazionale antiviolenza, ordine farmacisti, Agifar giovani farmacisti. «Negli ultimi 20 giorni abbiamo ricevuto anche tre uomini ai nostri sportelli. Serve un cambio culturale contro i pregiudizi e gli stereotipi per una società che garantisca pari opportunità a tutti». Una cultura che Maria Fiore Adami della commissione consiliare per la pari opportunità nel Comune di Verona definisce “del rispetto” e “di lotta a una vera e propria malattia sociale quale è la violenza.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 8/03/2018

Note: C.Bazzanella - Foto Marchiori