I richiedenti asilo al lavoro a Santa Lucia FOTO MARCHIORI

L’INIZIATIVA. Accordo con l’Amia. I primi lavori effettuati a Santa Lucia

Padovani: «Interventi previsti in diversi quartieri Un modo per integrarsi e rendersi utili alla città»

Erbacce sradicate e strada ripulita a Santa Lucia, in via Tamburino Sardo, dove ieri mattina i richiedenti asilo della cooperativa San Francesco hanno indossato le casacche arancioni per mettersi all’opera. Arrivati a Verona per sfuggire al dramma di guerre o persecuzioni, e per tentare di ricavarsi la possibilità di un futuro dignitoso, sette ragazzi che vivono in un alloggio individuato dalla cooperativa a Santa Lucia, dall’inizio di maggio hanno iniziato a girare nelle circoscrizioni scaligere per dare il loro contributo nel tenere in ordine strade e piazze.L’aiuto, per forza di cose, vista la loro condizione di richiedenti asilo, viene prestato in modo gratuito e volontario, ma si tratta comunque di una buona occasione per integrarsi nel territorio e per rendersi utili. «L’accordo stipulato con la cooperativa e con l’Amia, che mette a disposizione supporto logistico e utensili, prevede che i ragazzi raggiungano varie parti del territorio tre volte alla settimana offrendo il contributo per qualche ora», evidenzia l’assessore ai giardini Marco Padovani, che ieri si è recato nella via di Santa Lucia insieme al figlio Alberto, consigliere della quarta circoscrizione, che più volte aveva sollecitato la necessità di una serie di interventi nel quartiere e nella limitrofa Golosine.«Nel giro di un mese gli interventi di pulizia sono già stati fatti in sesta e settima circoscrizione, a est, per poi spostarsi a ovest, ma il programma prevede di coprire l’intero territorio e, se possibile, ricominciare poi il giro da capo», precisa l’assessore evidenziando la rigogliosità con cui stanno crescendo le erbe infestanti in questo periodo in cui il tempo continua a oscillare tra sole e pioggia.Il contributo arriva peraltro in un momento più che mai opportuno, vista la nuova leggere che impedisce l’utilizzo di diserbanti in ambito urbano e che costringe quindi a rimuovere e strappare le erbacce in modo manuale.Conclude Padovani: «Trovo positivo consentire agli stranieri di impegnarsi in interventi utili alla comunità, che trasmettono una cultura della responsabilità e dei doveri sociali, tanto che con il presidente dell’Amia, Andrea Miglioranzi, stiamo persino valutando di potenziare l’accordo».

Tratto da: l'Arena - pag. 15

Data: 8/06/2018

Note: Chiara Bazzanella