I Templari a Verona –  Mercoledì 19 giugno 2019

a cura di Michele Gragnato

 

Uno spaccato di storia veronese particolarmente interessante e, nei dettagli anche sconosciuto, nella relazione di Michele Gragnato, sempre atteso e gradito ospite.

L’Ordine dei Templari-come spiega il professore-fondato da Bernardo di Chiaravalle lega la sua fama alle vicende dei Crociati, i quali per difendere il Santo Sepolcro necessitavano di combattenti sempre pronti, educati alla fede, alla cultura ed alla guerra.
Con il loro voto di povertà e di obbedienza essi rappresentano una aristocrazia militare e laica che deve eseguire i propri doveri fino alla morte. Si tratta di un esercito estremamente capace e costantemente in servizio.

Come religiosi praticano la povertà, ma con un occhio vigile all’economia, perché la ricchezza è preziosa nell’organizzazione militare.

La loro forza consiste nell’essere una formazione permanente, quando, durante il Medioevo gli eserciti erano approntati all’occorrenza, formati da contadini che combattevano solo in determinati periodi dell’anno, essendo impegnati anche in altri lavori.

A fianco di Papi e Imperatori l’Ordine acquisisce prestigio e grande importanza in Europa e in Oriente.

Nel 1184, durante il pontificato di Lucio 3, trasferitosi a Verona, a seguito di lotte nelle varie fazioni della nobiltà romana, troviamo i templari insediati nel complesso di San Vitale a guida del Gran Maestro.

Chiesa del Paradiso Via Gaetano Trezza

 

Il Complesso andato sommerso dalle piene dell’Adige è visibile in un’antica foto di Ainardi. I suoi arreddi e bottini delle delle crociale furono trasferite nella chiesa del Paradiso.

 

 

 

 

 

Lucio 3′ indice un Concilio, chiamando a raccolta tutta la feudalità laica ed ecclesiastica settentrionale; vi partecipa l’imperatore Federico Barbarossa che si insedia in Duomo,; mentre l’Arcidiacono Pacifico, personaggio veronese che aveva un suo feudo a Quinzano, uomo di grande cultura, famoso per aver organizzato molti viaggi in Palestina, risiede nel complesso della SS. Trinità che denomina “Orto degli Olivi”;

Chiesa SS Trinità in Monte Oliveto
la chiesetta di San Rocchetto diventa il “Calvario”;
Santa Toscana il “Sepolcro” e sulle torricelle “Betlemme”;

per suo merito il perimetro indicato si trasforma in una “Minor Jerusalem”.

Le sedute del Concilio si svolgono nella chiesetta di San Giovanni in Fonte in, un’atmosfera di grande solennità, in un ambiente che conserva a tutt’oggi il suo prestigio artistico e religioso.

Il Papa risiede nella chiesa Castellana del colle di San Pietro, mentre l’imperatore occupa la basilica di San Zeno.

Terza crociata

Alla morte di Lucio 3′, sepolto in fondo alla navata destra del duomo, il Concilio viene continuato dall’arcivescovo di Milano, con il nome di Urbano 3′ che indice la terza Crociata, con l’assalto di Gerusalemme. I templari si rifugiano nei Sotterranei della città di Acri da loro stessi costruiti come vie di fuga in caso di pericolo; si tratta di imponenti costruzioni “vere e proprie cattedrali” di cui rimane traccia ancor oggi.

Alla fine del 1200 cade la città di Acri e Templari e Crociati sono costretti a rifugiarsi a Cipro.

 

 

 

Successivamente Clemente V, durante il Papato Avignonese, in combutta con Filippo il Bello trama per far fuori i Templari e impossessarsi dei loro tesori. L’ultimo Gran Maestro Jacques  De Monet si rifugia in un’isola della Senna dove sul rogo innalzato, lancia una maledizione che colpirà papi e re fino a  Luigi XIV.

L’Ordine si rifugerà dapprima in Spagna e Portogallo con altri nomi e successivamente si estenderà agli Stati Uniti d’America.

Il recente ritrovamento nella chiesa di San Fermo di un sarcofago con le ossa del Gran Maestro dei templari Arnaud De Torraca ha risvegliato l’interesse per questo argomento intorno al quale si costruiscono spesso ipotesi fantasiose.

 

 

 

 

 

Un grazie caloroso a Michele Gragnato che ha il dono di trasmettere notizie preziose con particolare chiarezza e affascinante pacatezza.

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