Non amo le maratone cittadine. L’espressione è fortemente eufemistica. Non sono obiettivo perché abito in centro storico e periodicamente soffro – in media ogni due o tre mesi – per il blocco pressoché totale del centro ogni volta che viene organizzata una maratona. So di avere almeno novemila persone contrarie ma ne ho almeno cinquantamila che la pensano come me. Mi chiedo perché chi ama correre – le maratone, le mezze maratone, i quarti di maratona richiedono un notevole sforzo psicofisico – non corra in periferia o sulle Torricelle evitando ad autovetture, autobus, taxi, motociclisti, ciclisti e pedoni, turisti compresi, slalom ininterrotti per muoversi, visitare e attraversare la città. Chi ama lo sport, in questo caso l’atletica di fondo, non ha bisogno di farsi vedere, di correre, corricchiare, camminare, applaudito, anche se si trova all’ottomillesimo posto, dai quattro pedoni bloccati sui marciapiedi del percorso. Domenica ho polemizzato con un ragazzo che custodiva i varchi in piazza Erbe e regolava i sensi unici per l’attraversamento dei pedoni e ho raccolto almeno una decina di adesioni alla mia contestazione. Qualcuno mi ha detto che non voterà più per la maggioranza alle prossime comunali quasi che del proliferare delle maratone sia unico responsabile il sindaco Sboarina e queste siano le sole maratone degli ultimi anni.

Tratto da: L'Arena - lettere - pag.24

Data: 20/11/2019

Note: Guariente Guarienti