Tra gli altri, arriveranno anche il direttore Matteo Beltrami e il pianista Giusepppe Albanese
G.V.

I Virtuosi Italiani si accingono a festeggiare due importanti traguardi della loro attività: i 30 anni dalla nascita (1989) e i 20 anni della loro stagione concertistica in Sala Maffeiana. Un traguardo che pochi complessi italiani possono vantare per longevità e continua ascesa nel mondo del concertismo internazionale, assieme ai più famosi solisti, da Sarah Chang, a Pinkas Zukerman, Misha Maisky, Gautier Capucon, Goran Bregovich, Paolo Fresu. La stagione del trentennale vedrà il complesso veronese frequentare le sale internazionali più famose, con due importanti tournée in Corea del Sud, ad ottobre e Russia, a dicembre. La nuova stagione in Sala Maffeiana avrà invece caratteristiche diverse rispetto alle precedenti e si svilupperà in una sorta di festival dal 17 febbraio al 14 aprile 2019, coinvolgendo artisti di fama internazionale. Ospiti d’eccezione saranno il grande pianista Louis Lortie, da molti anni assente da Verona, in un ritratto mozartiano comprendente anche l’ultimo dei suoi concerti per pianoforte e orchestra; il direttore dalla carriera internazionale Matteo Beltrami, che inizierà un ciclo dedicato a Beethoven in previsione del grande anniversario del 2020; il pianista Giuseppe Albanese che ci accompagnerà nel programma “Tre Storie”: una successione di temi e situazioni musicali che ben esprimeranno l’entusiasmo creativo di un Liszt ventenne. Lo seguirà Young Apollo di Britten, uno tra i pochi brani dedicati al pianoforte solista dal compositore britannico, folgorato in Canada da Keats. Ci sarà un omaggio a Giuseppe Tartini, di cui nel 2020 ricorrono i 250 anni dalla morte. Un ritorno graditissimo del soprano Gemma Bertagnolli, impegnata in arie virtuosistiche tratte dalle opere teatrali di Antonio Vivaldi. La stagione proseguirà con un viaggio in Argentina assieme allo straordinario compositore e bandoneonista Daniele Di Bonaventura, in una sua rivisitazione della musica di Astor Piazzolla, per concludersi nella profonda cultura del popolo armeno, con un grande amico de I Virtuosi Italiani e del pubblico veronese: Federico Mondelci, solista-direttore nella prima stagione del 1999. Un prezioso cameo sarà il programma dedicato a due capolavori assoluti: il Trio per violino, violoncello e pianoforte di Maurice Ravel e quello in re minore di Mendelssohn, con i pianisti Chiharu Aizawa e Chong Park.

Tratto da: arena giornale di verona

Data: 7/11/2018