IN COMMISSIONE. Le proposte degli architetti
L’assessore Segala: «Bene l’uso temporaneo prima di intervenire»
È ancora il tempo dei sogni per chi spera in un recupero non troppo distante dell’Arsenale. Di sogni ce ne sono parecchi, di proposte altrettante. Ieri tre sono passate al vaglio della Commissione temporanea presieduta da Paola Bressan di Battiti. A cominciare da quello dell’architetto Luciano Cenna, che assieme al collega Luigi Calcagni si occupò del restauro della Gran Guardia e di Palazzo Giuliari. «I primi interventi necessari sono la bonifica e l’infrastrutturazione, in modo da portare tutti i servizi di cui ora non si dispone, oltre al recupero delle parti più in pericolo», spiega l’architetto. «In secondo luogo, bisogna scegliere la destinazione o le destinazioni della struttura». Queste funzioni, ovviamente, dovranno essere compatibili e l’architetto Cenna ne ha snocciolate una decina, a partire da quella che ha definito un «gesto politicamente strepitoso»: seimila metri quadri, circa un terzo della struttura, destinati a startup, co-working e spazi per gruppi di giovani impegnati nel settore terziario avanzato. Ma l’Arsenale potrebbe essere anche, secondo Cenna, il contenitore ideale per un museo delle fortificazioni austriache, un museo del Risorgimento o dell’Adige, incentrato sulla navigazione fluviale e sui mulini. E poi ancora, potrebbe accogliere il Circolo ufficiali, liberando gli spazi attualmente occupati a favore del museo di Castelvecchio. Oppure potrebbe essere il luogo ideale per un ristorante o per la creazione di un piccolo hotel destinato a un target specifico, ma anche di uno store per la vendita di gadget («non del ventennio fascista»). L’Arsenale potrebbe accogliere sale espositive o per convegni o, all’esterno, un mercato settimanale dei fiori e delle piante. L’architetto non ha escluso nemmeno l’ipotesi del Museo di Scienze naturali, pur mostrando scetticismo rispetto agli spazi angusti a disposizione, spiegando che il progetto di Chipperfield andrebbe quanto meno aggiornato e reso più sobrio dal punto di vista dei costi.Nel corso della commissione sono state presentate anche altre due proposte. La prima, degli architetti Luigi Marastoni, Alberto Vignolo e Sebastiano Zanetti, è incentrata sugli spazi esterni, dunque non è alternativa ai progetti di restauro che verranno presentati, e prevede un «riuso temporaneo» del parco. Mentre saranno in corso i lavori nelle varie aree della struttura, verrà reso accessibile il parco, utilizzando le rovine che ci sono e inserendole in un contesto nuovo e romantico, tramite l’utilizzo di rampe e passerelle, facili da spostare a seconda delle esigenze «di cantiere».La terza proposta è arrivata dagli architetti Luca Speziali e Pierluigi Grigoletti, che si sono concentrati sul recupero della Corte Est, come volano per la rigenerazione dell’intero Arsenale. Un intervento dal costo di 5-6 milioni, che prevede la realizzazione nelle due ex autorimesse di un mercato coperto, che favorisca la socialità e che ospiti mercati a chilometri zero, biologico, della terra, stagionali o tradizionali.«In questo momento l’amministrazione lascia il tempo alle idee, poi arriverà quello per discuterle: solo alla fine ci faremo un quadro», è il commento dell’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala. «L’idea è di analizzare l’edificio nella sua globalità, ma avvalendoci anche del riuso temporaneo degli spazi, come già in parte stiamo facendo, procedendo con un approccio che sia graduale».M.TR.

Tratto da: L'Arena - sez. null- pag. 11

Data: 4/11/2017

Note: M.TR