TESORI CITTADINI/1. Un patrimonio lungo quasi dodici chilometri che contiene reperti e anche gallerie sotterranee Il bastione che può diventareil biglietto da visita per i turisti

Tra Porta San Zeno e Porta Nuova sono racchiusi secoli di storia

Un tratto è stato ripulito, mail percorso andrebbe valorizzato

Dal bastione di Santo Spirito, un tempo, si poteva accedere alla galleria di contromina Un patrimonio storico e artistico lungo quasi 12 chilometri, visitabile a tratti grazie all’azione di recupero di tanti volontari, ma che potrebbe diventare una formidabile attrazione turistica se fosse opportunamente valorizzato nella sua totalità. Parliamo della cinta magistrale, quella che con la sua stratificazione storica, scaligera, veneziana e austriaca, ha reso Verona, insieme al centro storico, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Vediamo di conoscere le parti rese fruibili al pubblico, a partire dai tratti del bastione di Santo Spirito e di quello dei Riformati.

Siamo tra Porta San Zeno, Porta Palio e Porta Nuova. Il bastione di Santo Spirito racchiude molti secoli di storia. Qui, ad esempio, si conservano ampi tratti, che in altri tratti di mura sono andati perduti, della prima cinta muraria eretta in epoca medievale, quella del 1300.

All’entrata il primo monumento che s’incontra è il Cavaliere di Santo Spirito, un’alta costruzione in mattoni nella quale si apriva l’ingresso, oggi murato, che dava accesso alla galleria di contromina. Questo passaggio sotterraneo, in parte esplorato e in buona parte interrato, era certamente collegato con il confinante bastione dei Riformati, il «gemello» di Santo Spirito che si trova tra via Città di Nimes e Porta Nuova, meno ricco di reperti storici antichi, sul quale è posizionato il monumento ai Caduti della Divisione Acqui. Fino agli inizi del Novecento i due bastioni (che sono entrambi visitabili liberamente) erano un corpo unico, nel quale, all’epoca della seconda guerra mondiale, venne aperto il varco per realizzare via Città di Nimes.

Questo tratto della cinta magistrale è stato ripulito e reso fruibile al pubblico grazie ai volontari di Legambiente, tuttora impegnati nell’opera di salvaguardia di questa parte delle mura di Verona. Tra i due tratti di bastione si trova la monumentale Porta Palio, l’ultimo capolavoro del grande architetto veronese Michele Sanmicheli, non ancora terminato alla sua morte, nel 1559, la porta di rappresentanza per chi entrava in città. Il monumento è gestito dalla Società Mutuo Soccorso Porta Palio, di cui è presidente l’architetto Franco Olivieri, ed è visitabile gratuitamente nei giorni feriali dalle 15 alle 18.30. Per i gruppi e per altre esigenze è meglio prenotare allo 045.591571.

Qui, tra l’altro, è possibile visitare in sicurezza un tratto delle gallerie di contromina realizzate nel XVI secolo dai Veneziani sotto alle mura per verificare che, dall’esterno, i nemici non stessero preparando attacchi alle mura sistemando delle cariche esplosive.Le gallerie di contromina vengono realizzate da Sanmicheli contemporaneamente ai bastioni e avranno utilizzo solo nel XVI secolo, quando le gittate dei cannoni erano relativamente corte.

Già nell’800 queste realizzazioni risulteranno obsolete ma saranno utilissime durante la seconda guerra mondiale come rifugio antiaereo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Tratto da: L'Arena il Giornale di Verona

Data: 4/09/2017

Note: Sezione "Cronaca"Da pag. 10 Elena Cardinali