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SORPRESE. Proteste dei viaggiatori: le vetture Atv non sono attrezzate con le emettitrici a bordo e quindi è stato necessario un accordo sindacale. Che paga l’utente.

Il problema si pone nei tratti urbani delle nuove linee miste (510 e 21). La soluzione? Da gennaio. 

Il trasporto pubblico dà i numeri. Non solo e non tanto per la numerazione delle nuove linee, quanto per il costo del biglietto. Ne sanno qualcosa i passeggeri che, molto arrabbiati, hanno telefonato alla nostra redazione per segnalare la novità in vigore su alcune linee dell’Atv, l’Azienda di trasporto pubblico ancora senza presidente dopo le dimissioni di Gian Luigi Soardi indagato per presunti rimborsi facili.

Il biglietto infatti costa 1 euro e 10 centesimi se acquistato in edicola o rivendita; costa 1 euro e 20 centesimi se invece il passeggero fa il biglietto a bordo della vettura usando l’emettitrice automatica. Quello che non è stato detto o comunque non adeguatamente pubblicizzato dall’Atv quando ha presentato il rincaro del biglietto, le nuove tariffe di abbonamento, i relativi sconti e agevolazioni, è che il b! iglietto può costare, se acquistato in autobus, anche 1 euro e 90 centesimi. Vale a dire 80 centesimi più del prezzo del biglietto acquistato in edicola.

Il caso è più frequente di quanto si pensi e riguarda le linee miste urbane ed extraurbane: per esempio il 510 da Grezzana a Castel d’Azzano o la linea 21 che prosegue per Palazzina e Negrar. Se il viaggiatore è già in possesso del biglietto normale, lo timbra e paga la corsa 1,10 euro. Ma questi autobus, come conferma il direttore dell’Atv Stefano Zaninelli, non sono dotati di emettitrice a bordo e quindi non si può fare il biglietto a 1,20. Il biglietto lo vende quindi l’autista che deve compiere la doppia mansione: provvedere alla guida e fare il bigliettaio. Con un costo aggiuntivo. Che paga il viaggiatore.

Spiega infatti Zaninelli: «Il piano tariffario è stato previsto prima delle linee miste e diametrali; ci sono stati problemi con le rivendite e abbiamo dovuto ripri! stinare la vendita a bordo dei biglietti, che non era stata pr! evista. La vendita dei biglietti da parte del personale di guida ha comportato un accordo sindacale per cui vengono riconosciuti 80 centesimi a biglietto per questa attività aggiuntiva».

Ma se Atv non mette sulle linee autobus attrezzati e adeguati alla bisogna deve farne le spese il viaggiatore? «L’utente se ha il biglietto già acquistato in tabaccheria o in una rivendita paga sempre 1,10 euro. E comunque stiamo attrezzando tutti gli autobus: da gennaio ci saranno a bordo le doppie emettitrici, per l’urbano e per l’extraurbano».

Chi sale su un autobus di linea dell’Atv che fa percorso misto (il 510, il 21 o altri simili) ed è senza biglietto sappia quindi che lo pagherà all’autista 1 euro e 90 (quasi 4 mila vecchie lire) anche se va da piazza Bra in stazione, compiendo cioè una tratta completamente cittadina che su un altro autobus avrebbe un prezzo massimo di 1 euro e 20 centesimi. Un incentivo all’utilizzo della propria autom! obile.

In attesa quindi che Atv provveda ad aggiornare i suoi mezzi prima di metterli in strada (su molti mancano le telecamere di videosorveglianza), oggi c’è il nodo degli orari scolastici: in via delle Franceschine Zaninelli incontrerà i presidi delle scuole superiori per il nuovo orario che entrerà in vigore l’11 ottobre.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 4/10/2010

Note: CRONACA Pagina 17