LOCALI STORICI. La svolta voluta dalla società che fa capo alla famiglia Tommasi che produce vino da generazioni

Lo chef è Ivan Bombieri, 30 anni, nato in Lessinia e formatosi all’Enoteca Pinchiorri Menù per tutte le ore della giornata e spazio alle degustazioni di etichette di qualitàUna delle sale del Bistrot Dante in piazza dei Signori con il banco dei salumi Un interno dello storico locale del centro storicoIl Caffè Dante Ristoratore è diventato Bistrot. Lo storico locale in piazza dei Signori, in gestione ad una società che fa capo alla famiglia Tommasi, riparte con una veste più giovane e disinvolta, come spiega il nuovo direttore Gianpaolo Spinelli, «offrendo alla clientela una serie di prodotti di altissima qualità a partire dall’ampia scelta della gastronomia alla specialità del bistrot, la protagonista del menù: la carne, tutta italiana e di razze pregiate, come la Fassona piemontese, ma anche di esemplari della Lessinia». E per far vedere questa qualità, altra novità del locale, è stato installato un frigorifero maturatore a vetri dove bistecche, costate e altri tagli sono tutti in bella vista e restano a frollare il tempo necessario fino al momento perfetto di andare in pentola o sulla griglia.L’idea è di proporre pranzo o cena ma anche di consumare piatti «veloci», come una selezione di prosciutti, tra cui una di maiali neri italiani ed esteri, oppure una porzione di pasta o un tagliere di formaggi, o un aperitivo con un piatto di assaggi di salumi.Lo chef è Ivan Bombieri, 30 anni, veronese originario di Erbezzo, che ha fatto esperienze in diversi locali italiani tra cui l’Enoteca Pinchiorri di Firenze. «Amo la tradizione locale: pasta, liscia e ripiena, tutta fatta in casa», spiega, «ma anche i dolci, dal tradizionale tiramisù alla Crema bruciata alla fava Tonka con nougatine di mandorle e gelato al caramello salato. L’idea è di offrire i piatti della nostra tradizione seguendo la stagionalità dei prodotti, prendendo spunto dalla varietà della cucina veneta con qualche invenzione, come, ad esempio, i ravioli di pasta fresca al nero di seppia ripieni di polenta morbida, baccalà mantecato e salsa di prezzemolo. Ma poi c’è il classico risotto all’Amarone con fonduta di Monte veronese e i bigoli integrali con le sarde. Per antipasto, o come piattino sfizioso, ho ideato il baccalà al vapore con crema di peperoni al forno, colatura di alici, pesto di erbette e chips di patata viola». Il accompagnato da un’ampia carta vini, prevalentemente veronesi e italiani, ma anche stranieri, come per l’accoppiata ostriche e Champagne. Con tantissime bottiglie disposte sugli scaffali e in bella mostra. Dario Tommasi, presidente della Tommasi Family Estates, ha voluto che il Caffè Dante bistrot potesse essere il luogo privilegiato dove degustare i vini delle varie tenute di proprietà (in Valpolicella e anche nell’ Oltrepò, in Toscana con il Brunello e la Maremma, la Puglia e l’Aglianico di Paternoster) e le numerose pregiate etichette veronesi e italiane «ambasciatrici» del nostro Paese in tutto il mondo. «Verona è una delle capitali mondiali del vino e i clienti devono godersi lo spettacolo delle etichette», conclude il direttore Spinelli. «Che aggiunto a quello della piazza dei Signori fa del Dante una vetrina privilegiata sulla città».Elena Cardinali