ARENA «MALATA». I guasti compiuti nei secoli e in epoche recenti
Negli anni ’80 venne usato al posto della calcina per sistemare i tratti danneggiati: un restauro sbagliato al quale il Comune ora vuole rimediare
Dal dibattito sull’opportunità di creare una copertura dell’Arena ai problemi di drenaggio dell’anfiteatro romano, ultimamente si fa un gran parlare del monumento simbolo di Verona. E spulciando tra le carte dei tanti interventi, progettati ed effettuati tra le storiche pietre, salta fuori anche qualche «beccanotto», come si dice in dialetto. Noti quelli del lontano XVII secolo, quando venne rifatta gran parte della gradinata, in cui venne alterata la pendenza compromettendo la configurazione interna del monumento e la possibilità di comprendere la forma primitiva della cavea.Molti interventi di restauro si contano anche nell’800 e nel ‘900. Più recentemente, negli anni Ottanta, si è proceduto a un intervento di sostituzione dei gradini della zona retrostante il palco che, nel 1962, venne interessata da un furioso incendio che distrusse le scenografie del «Simon Boccanegra». Venne decisa la sostituzione dei gradoni danneggiati dal rogo, con un progetto diviso in tre lotti e del costo di circa due miliardi di lire.Il primo progetto del 1980 prevedeva correttamente interventi murari compatibili e reversibili, effettuati con le stesse modalità utilizzate dagli antichi Romani, e cioè un base di terra e ciottoli sopra le arcate, la posa delle pietre e l’assemblaggio con l’utilizzo di calcina, materiale che nel corso dei secoli è sempre stato reperibile e utilizzabile. Ma strada facendo questa procedura venne modificata, probabilmente per motivi di comodità nelle procedure, andando a utilizzare, anzichè la vecchia e collaudata calcina, il più moderno calcestruzzo, il cui limite, però, è di incollarsi in maniera definitiva ai nuovi gradoni e da impedirne un’eventuale rimozione, pena la demolizione.Oggi l’Arena si trova un «equipaggiamento» di calcestruzzo di oltre un migliaio di tonnellate che qualcuno ha già definito un «tumore a lentissimo sviluppo».L’ipotesi della rimozione risulta estremamente onerosa e, in ogni caso complessa e molto delicata. Ora il Comune sta coordinando lo sviluppo di un progetto di restauro e recupero dell’anfiteatro romano finanziato con i fondi dell’Art Bonus. Questo progetto preliminare, redatto dagli uffici comunali e approvato dalla Giunta comunale, prevede importanti interventi di restauro di una parte degli arcovoli e la sigillatura delle gradinate nonchè urgenti interventi di adeguamento degli impianti tecnologici. A breve ci sarà perciò la possibilità di valutare le condizioni di conservazione in cui si trova la zona interessata dall’anomalo restauro e si potrà valutare la situazione in cui versa l’anfiteatro. Sulla base dei riscontri che se ne ricaveranno, potranno poi essere previste specifiche misure e futuri interventi.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag. 19

Data: 26/03/2017

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