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L´ITINERARIO. A Montorio la torre campanaria, come la vecchia chiesa intitolata a Santa Maria Assunta, sorge nell´area dove probabilmente c´erano le terme romane.

Qui le campane per la precarietà delle strutture non si possono suonare: urgono fondi per il restauro della storica torre.

 

A Montorio la natura e la storia s´intrecciano da epoche remote. Ne è dimostrazione la vecchia chiesa, intitolata a Santa Maria Assunta, nata sopra una risorgiva e costruita sui resti di un edificio romano, probabilmente le terme, le cui fondamenta sono ancora visibili all´imbocco dell´acquedotto romano, sul lato occidentale del laghetto Squarà.
QUI L´ACQUA fuoriesce da tutte le parti: dal fondale, dal muro che delimita la sua circonferenza e, dopo la costruzione della chiesa, anche dal pavimento, dove è stata incanalata all´esterno per evitare i perenni allagamenti dell´edificio. Non a caso sull´altare si trova un affresco del ´500 con san Giovanni Battista, patrono cristiano delle acque, attribuito a Michelangelo Aliprandi. In questa visita siamo accompagnati da Daniele Polinari, suonatore della squadra campanaria di Mizzole e Montorio, da Luigi Alloro, storico locale, da Bruno Manara del! la Scuola campanaria veronese, e da Mario Patuzzo autore di libri sulla storia di Verona.
ENTRIAMO nella base del campanile da una porticina esterna entrando in un atrio. Il campanile è seicentesco ed è alto 28 metri. Una scaletta in legno di 14 scalini ci portano su un pianerottolo da cui parte una scala rustica di legno di 12 scalini che ci porta nella camera di suono. Un´altra serie di scalette di legno, per 58 gradini, ci conduce nella cella campanaria. All´interno del campanile si nota una struttura vertticale in legno, dalla base fino in alto. È l´alloggiamento dei pesi per l´orologio antico, sparito, precisa Alloro, quando la chiesa venne abbandonata.
LA CELLA campanaria ospita un interessante concerto di dieci bronzi. Si sa che nel 1833 il fonditore Giovanni Cavadini, lo stesso artefice della Marangona della torre dei Lamberti, fornì un complesso di otto campane in scala musicale di Mi maggiore. Attorno a questo complesso sorse ! una buona compagnia campanaria che, nella seconda metà dell&a! cute;800, venne ravvivata dall´arrivo in paese della famiglia Sabaini.
DEL 1887 sono le attuali nove campane, la cui maggiore in tono Re bemolle pesa 1.117 chili, con un diametro di 126,8 centimetri, opera della ditta Cavadini. Pregiate campane sul modello di San Nazaro, sono notevoli sia dal punto di vista acustico che decorativo. La decima campana, che era sul campanile della Santissima Trinità, venne trasferita a Montorio nel 1965. Le sei campane più grosse non vengono più suonate per problemi di stabilità del campanile, spiega Polinari. Che, con Alloro, lancia un appello: «Cerchiamo mecenati per restauri urgenti al campanile», ricordando che nel 2012, con l´ultimo sisma, è crollata la croce da uno dei pinnacoli.
LA VISTA che si gode da questo luogo offre numerosi spunti. A ovest il castello medievale appare sullo sperone terminale della valle. Più volte distrutto, venne ricostruito da Cangrande I con sette torri per farne la sua nobile dim! ora. A poca distanza il Forte John, dal nome del direttore generale del Genio austriaco, l´arciduca Giovanni Battista d´Austria che, nel 1860, si era occupato della sua costruzione sulla seconda linea del campo trincerato di Verona. A est l´antico Palazzo delle Logge, che si ritiene essere stato costruito da Cansignorio. Verso sud si ammira il giardino del Bojo, con le acque che serpeggiano nel Brolo e che, alimentando il Tondo all´interno dell´odierna Corte Maggia, nel medioevo portavano l´acqua all´interno del palazzo.26 – continua

 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 3/03/2013

Note: CRONACA – Pagina 23