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L´ITINERARIO. La torre campanaria della chiesa di Quinzano ha una base romanica ed è stata rimaneggiata nel corso dei secoli fino all´ultimo progetto che risale al 1824.

A Quinzano la prima chiesa era del IX secolo, edificata su un ospizio lasciato alla comunità dall´arcidiacono Pacifico.

 

La storia della chiesa e del campanile di Quinzano è legato a uno dei cittadini più illustri della frazione, l´arcidiacono Pacifico, nativo di qui come un altro illustre esponente del clero medievale, Sant´Alessandro, vescovo di Verona nell´VIII secolo. La prima chiesa del IX secolo sarebbe nata su un ospedale lasciato alla comunità locale dall´arcidiacono Pacifico. Ad accompagnarci in questa visita sono Martino Rielli, Matteo Padovani e Bruno Manara della Scuola Campanaria veronese, l´architetto Franco Olivieri e Mario Patuzzo autore di libri sulla storia di Verona.
LA BASE dell´attuale campanile, alto circa 35 metri e progettato dall´architetto Luigi Trezza (quello che ha firmato anche campanile di Avesa) nel 1824, è molto antica, probabilmente romanica, come spiegano Rielli e Padovani, indicando la struttura molto robusta, come mostra di essere anche parte della torre campanaria che conserva ! sembianze della tipologia romanica. Lo stile del campanile, invece, è neoclassico, realizzato in mattoni e pietre di tufo.
ENTRIAMO in chiesa e, sulla sinistra, attraverso una porticina, entriamo nella zona delle scale che conducono alla cella campanaria. Sono scalini di pietra e i primi 72 portano a un pianerottolo accanto al controsoffitto della chiesa. Attraversiamo una stretta passerella di legno e raggiungiamo un altro pianerottolo all´altezza della porzione di campanile dove sono state aperte delle feritoie. «Probabilmente in epoca più antica qui c´erano delle bifore», spiega Matteo Padovani, «che corrispondevano all´ultima parte del precedente campanile romanico. L´apertura attraverso cui passiamo ora è in realtà la bifora rimasta mentre le altre, con i lavori successivi, sono state murate e ridotte a feritoie».
A QUEST´ALTEZZA, sul muro, compare una data, 1770, incisa su una pietra, come fa notare l´architetto Ol! ivieri. Non è chiara l´origine di questa scritta, forse! risalente a un intervento effettuato sul precedente campanile romanico prima della costruzione di quello nuovo. L´attuale parrocchiale è stata ristrutturata tra il 1785 ed il 1793 mentre il campanile è successivo.
UNA SCALETTA a pioli ci fa raggiungere la cella campanaria dove si trovano sei campane di fine fattura fuse nella storica fonderia Cavadini nel 1913, in sostituzione di quelle cinquecentesche. Erano campane rinascimentali delle quali una, simile a quella traforata di San Fermo, è sparita recentemente. Ai primi dell´800 la fonderia Partilora fuse un poderoso concerto per il campanile. Le attuali campane sono di Cavadini, la nota è Mib3 ed il peso della grossa è di 824 chili per un diametro di 115 centimetri. Nota è la squadra campanaria locale, oggi unitasi a quella di Avesa, e capeggiata dal grande maestro e compositore Luigi Accordini, morto una ventina d´anni fa.
NEGLI ULTIMI TEMPI la chiesa ha avuto qualche problema sulla facc! iata da cui sono caduti pezzi di tufo, un problema tipico delle costruzioni realizzate con questo materiale ( come, ad esempio, per il campanile della chiesa di San Fermo ai Filippini) che degli attacchi del tempo e delle intemperie. Anche nella cella campanaria si nota in alcuni punti l´usura.
IL PANORAMA che si ammira da questo particolare punto d´osservazione offre una bella panoramica sulla piazza della frazione, sul suo municipio, sul castello sovrastante e sull´abitato circostante che, con la neve, sembra un presepio.24-continua

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 17/02/2013

Note: CRONACA – Pagina 23