GIORNO DELLA MEMORIA. Ricordo al Quirinale

Mattarella commemora la Shoah e lo sterminio di 500mila rom
ROMA L’Italia e l’Europa hanno gli anticorpi necessari per combattere i focolai di odio, razzismo e antisemitismo, ma sarebbe «un errore capitale minimizzarne la pericolosità». Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, celebrando ieri il «Giorno della Memoria» al Quirinale, ha definito «inaccettabile» l’idea che il «fascismo ebbe dei meriti». Quindi ha messo in evidenza il dovere di non dimenticare la Shoah se si vuole evitare il ritorno delle «tenebre del passato». E dopo aver ribadito come le leggi razziali siano «una macchia indelebile» della storia italiana, ha rilanciato la Costituzione e la Repubblica, nata dalla Resistenza, come «baluardo» contro ogni intolleranza. E citando l’articolo 3, ha osservato che di quel «monito» contro ogni discriminazione «vi era e vi è tuttora bisogno». Un ragionamento forte, in cui, nel sancire dei punti fermi dal punto di vista storiografico, Mattarella lancia un messaggio alla politica di oggi. Rivolgendosi ai tanti ragazzi che hanno visitato i lager con i viaggi della Memoria, presenti al Quirinale, ricorda quanto sia «inaccettabile» distinguere un fascismo che prima ebbe dei meriti, e poi compì errori come le leggi razziali e l’ingresso in guerra. «Quelli», sottolinea, «non furono deviazioni o episodi rispetto al modo di pensare del fascismo, ma una sua conseguenza». Mattarella boccia senza mezzi termini il tristemente famoso «Manifesto a difesa della razza» pieno di «stoltezze, banalità e falsità». Ma va oltre, definendo le leggi razziali, senza alcuna timidezza, «un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della storia italiana». Ideate e scritte di pugno da Mussolini, incalza Mattarella, quelle norme «trovarono connivenze a tutti i livelli delle istituzioni, della politica, della cultura e della società italiana. Credo che tutti gli italiani abbiano il dovere, oggi, di riconoscere un crimine turpe e inaccettabile, commesso nei confronti dei nostri concittadini ebrei». Non è un Giorno della Memoria come gli altri quello che si celebrerà domani e che è stato anticipato dalla cerimonia tenuta al Quirinale ieri. E non solo perché nel 2018 cade l’80esimo anniversario delle leggi razziali, ma anche perché per la prima volta al Quirinale si è parlato a lungo anche di un altro genocidio avvenuto sempre nei lager nazisti contemporaneamente alla Shoah: il Porrajmos, ovvero lo sterminio di 500mila rom e sinti.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 4

Data: 26/01/2018