GIORNATA DELLA MEMORIA. Da oggi il via alle celebrazioni ufficiali
Uno spazio in Santa Marta per il vagone-simbolo dell’orrore dei lager. E saranno oltre 350 gli studenti in piazza per la commemorazione

Paolo Mozzo Il carro che portava alla morte nei «lager» non tornerà in deposito. Il simbolo dell’Olocausto sarà spostato infatti, dopo l’esposizione in piazza Bra in occasione della Giornata della Memoria, nella sede universitaria di Santa Marta, dove resterà, grazie all’intesa tra il Comune e l’ateneo, come segno e monito visibile senza stagione, contro ogni ricorrente follia omicida.Le cerimonie commemorative della Giornata della Memoria cominciano oggi e proseguono da domenica. Nessun evento è in programma per domani, in omaggio allo «shabbat», il sabato ebraico, giorno del riposo.E sono numerosi, assai più che nel passato, gli istituti scolastici che hanno aderito alla manifestazione. In piazza, per le celebrazioni, vi saranno infatti oltre 350 studenti.L’ampia partecipazione, risultato della collaborazione tra Comune, Ufficio scolastico provinciale e università, coinvolge numerose scuole del Veronese, con progetti e iniziative, inclusa la gestione da parte di giovani volontari delle visite al «Carro della Memoria». Per l’assessore alle Manifestazioni, Francesca Briani, si tratta di un «importante risultato che finalmente chiude la questione della collocazione del vagone-simbolo in un’area controllata (recentissimo un episodio di danneggiamento, ndr), dando inoltre la possibilità di visita alle scuole per tutto l’arco dell’anno. Una soluzione frutto della disponibilità da parte del rettore, il quale individuerà presto la collocazione più adatta».IL PROGRAMMA. Oggi alle 9 verrà deposta una corona di alloro al monumento ai Deportati. Poi, nell’auditorium della Gran Guardia, si svolgerà la cerimonia ufficiale con gli interventi del prefetto, Salvatore Mulas, il quale attribuirà le onorificenze del Governo mentre il sindaco, Federico Sboarina, che consegnerà le medaglie della città. Seguiranno gli interventi del rappresentante dell’associazione Figli della Shoah, Paolo Jenna e di Mirella Stanzione, tra le poche oggi in grado di raccontare «l’inferno delle donne di Ravensbruck» (attivo dal 1939, luogo di sofferenza per 130mila, di 40 nazioni, con i loro bambini, delle quali 900 italiane, ndr) dove fu deportata all’età di 17 anni insieme alla madre Nina Tantini. La proiezione del film-documentario «Le Rose di Ravenbruck», prodotto in occasione del Giorno della Memoria, è frutto del lavoro di sua figlia, Ambra Laurenzi, fotografa professionista e docente all’Istituto europeo di Design di Roma. Nel pomeriggio, alle 14.30, è prevista la cerimonia nel Cimitero Ebraico di via Badile, con la deposizione di una corona di alloro, seguita alle 16 dalla commemorazione al Sacrario del Cimitero Monumentale. Gli eventi istituzionali proseguono domenica, alle 11,30, alla scultura «Filo Spinato» in piazza Isolo, con la cerimonia «Il Monumento vivente». Seguirà, alle 17 nella sala Convegni della Gran Guardia, l’incontro su «La Diaspora ebraica dai paesi arabi», promosso dall’associazione Figli della Shoah. MEDAGLIE DELLA CITTÀ. Su proposta dell’Associazione nazionale ex deportati (Aned) la medaglia della città sarà conferita alla memoria di Flavio e Gedeone Corrà, giovani fratelli partigiani, deportati e uccisi nel campo di concentramento nazista di Flossenbürg. Dal 2000 è stata aperta una causa per la loro beatificazione e canonizzazione e dal 2006 i fratelli Corrà sono stati nominati «Testimoni di Cristo Risorto per il Triveneto». «Un impegno civile e sociale, il loro, pagato con la vita», sottolinea un comunicato dell’Aned.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 26/01/2018

Note: Paolo Mozzo