Per chi ha nipotini

La notizia, di questi giorni, che Peppa Pig è stata messa al bando in Cina perché ritenuta sovversiva, ha suscitato, credo, in tutti noi un sorriso, se non una risata. La faccenda, invece, è seria: oltre 30mila video di Peppa sono stati cancellati dalla piattaforma web per adulti Douyin, molto popolare in Cina, e le motivazioni, secondo il giornale Global Times, che fa capo al governo, sono che «Peppa si è trasformata in un’inattesa e indesiderabile icona di sottocultura antisociale». L’immagine della simpatica (per noi!) maialina Peppa era diventata ormai «virale», sia nel senso che la sua immagine appariva ovunque, sulle portiere delle auto, nei tatuaggi dei ragazzi, sui quadranti degli orologi, sia nel senso «clinico», di male sociale, in quanto influenzava le «caratteristiche culturali» dei giovani, compromettendo il progresso e lo sviluppo della società cinese.Le sue storielle, troppo «libere», e i suoi modi di fare «trasgressivi», come canzonare i grandi o saltellare nelle pozzanghere, risultavano sovversivi, in grado di destabilizzare il sistema. Possono sembrare cose banali, ridicole, ma riguardano invece i valori della libertà e della creatività. E i governanti cinesi hanno capito l’importanza della prima educazione, dell’imprinting iniziale. «Ciò che viene fatto ai bambini», scrive Karl Meninger, «essi lo faranno alla società». Nel bene e nel male. E il nostro pensiero pedagogico è che i bambini vadano lasciati liberi, di giocare, di creare, di inventare: «Non sei mai stato bambino», ci dice in toni poetici Fabrizio Caramagna, «se non sei saltato a piedi pari dentro una pozzanghera, svegliando le fate che dormivano e facendole saltare in mille gocce di luce fino al cielo».Preferiamo che i bambini, come Peppa, restino genuini e creativi, che non facciano tanti calcoli e non abbiano sottintesi; che dicano quel che pensano, che abbraccino senza avvisare e ridano senza pensarci. Preferiamo una società che favorisca la creatività e la libertà di espressione, già nei bambini, più che i divieti e le censure. Costruiremo così bambini più autonomi e forti e non dovremo un domani riparare uomini rotti. VERONA

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 15/05/2018

Note: PIO CINQUETTI