La rinfrescata non è vicina. I modelli previsionali rimandano i primi tuoni in pianura a sabato sera, anche se solo domenica sera, e ancora di più lunedì, si farà strada una generale attenuazione delle temperature nell’ordine di quattro-cinque gradi rispetto agli attuali valori grazie ai temporali. Non è molto, in verità, anche perché non viene inquadrato al momento un ingresso deciso delle correnti fresche atlantiche sul nord Italia. Anche ieri, per il terzo giorno consecutivo il termometro ha superato a Verona-città l’asticella dei 35 gradi. Il top è di domenica pomeriggio con 36,4 gradi. Ormai da più di dieci giorni si superano stabilmente i 34 gradi con temperature minime tra 24 e 26 gradi, registrati però solo alle 6 del mattino. Basti pensare che domenica sera poco prima di mezzanotte in città il termometro segnava ancora 30 gradi. Oggi ci sarà probabilmente un leggero calo indotto dalla maggiore nuvolosità e dai temporali alpini, ma la sostanza non cambierà. È possibile che nella tarda nottata e nel primo mattino qualche rovescio possa interessare anche la pianura. Pur tuttavia, temperature pomeridiane fra 33 e 35 gradi saranno di casa in pianura almeno fino a venerdì grazie al forte soleggiamento e alla persistenza del flusso caldo-umido nordafricano apportato da una vasta saccatura presente sul nord della Francia. Sabato e domenica, pur in compagnia di una situazione meteo tutto sommato buona, vedranno un altro leggero calo termico, con la previsione di massime pomeridiane sui 32/33 gradi e afa persistente. Presto o tardi però, il fronte freddo legato alla saccatura francese muoverà verso l’Europa centrale e con la sua coda finirà per coinvolgere seriamente l’arco alpino e parte della Valpadana, segnatamente quella a nord del Po. Attenzione quindi ai temporali. I primi, di natura «prefrontale» potrebbero arrivare già venerdì sera: gli spifferi freschi oceanici tenteranno di valicare l’arco alpino trovando davanti a se un muro di aria umida e surriscaldata che l’aria fredda tenterà di scalzare in modo violento, producendo temporali localmente molto pericolosi. Il veronese non è in pole position per i fenomeni estremi, più probabili in Piemonte e Lombardia ma in questi casi occorre prudenza per il rischio di grandine e nubifragi estremamente localizzati, come quello di San Giovanni giovedì scorso. Il vero cambiamento arriverà lunedì con piogge e temporali generalizzati anche se, al momento, non si prefigura alcuna, vera rottura dall’estate.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 8/08/2018

Note: Al.Az.