Un confronto diretto e sincero con i cittadini. E l´istituzione di una commissione di studio che si occupi del caso Arsenale e dei suoi progetti di riqualificazione.

Dopo gli annunci dei giorni scorsi dell´amministrazione comunale sul presunto sblocco dell´iter per l´attuale progetto, il comitato Arsenale – un gruppo di cittadini che si oppone all´attuale project financing per il recupero dell´ex complesso asburgico – riaccende i motori della protesta. E ripropone al vicesindaco Stefano Casali una serie di chiarimenti cui «non è stata data risposta diretta e su cui non c´è mai stato il confronto richiesto».
Dodici domande, infatti, erano già state oggetto di un´interrogazione, inoltrata a Casali dall´opposizione lo scorso novembre. «Ma le risposte scritte fornite dal vicesindaco non sono state soddisfacenti. Anzi, sono emerse varie criticità», spiega Elisabeth Klijn, portav! oce del Comitato. «Il Comune sembra non conoscere la differenza fra concessione di lavori pubblici e finanza di progetto: in entrambi i casi si concretizza una concessione fra pubblico e privato, ma, nel primo caso, la destinazione d´uso rimane pubblica. Mentre nel secondo, attraverso il diritto di superficie fino a 99 anni, la destinazione d´uso diventa privata».
Insomma, pagare 12 milioni di euro di contributo pubblico per ricevere solo una parte residua dell´Arsenale – Casali parla di una cessione pari al 59 per cento del plesso- al Comitato proprio non va giù. E rilancia proponendo soluzioni alternative: «Coinvolgendo tra l´altro aziende del territorio, che al pari nostro amano questo sito», suggerisce il Comitato che questa mattina in una conferenza stampa – alla vigilia della decisione di giunta che dovrebbe valutare la durata del project financing, dando il via all´iter amministrativo – intende riaccendere i riflettori sulla qu! estione. «Chiediamo di istituire una commissione di studio e ! di aprire un confronto pubblico sulla destinazione d´uso dell´Arsenale. Inoltre, di realizzare l´opera per lotti, utilizzando i 12 milioni disponibili, sufficienti a mettere in sicurezza la totalità degli edifici, a ristrutturare gli spazi aperti, e a una prima parte di interventi, attivando intanto la ricerca di sinergie meno vincolanti».I.N.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 18/12/2013

Note: CRONACA – Pagina 10