MEDICINA/1. Si è tenuto al Centro Marani il secondo incontro del ciclo «Invecchiare informati» su prevenzione e cure.

In Veneto ci sono 200mila pazienti. Ma molte persone scoprono la malattia tardi L’assessore regionale Sandri: «Troppi i bimbi obesi, serve informazione nelle scuole» 

L’Arena

IL GIORNALE DI VERONA

Domenica 28 Febbraio 2010 CRONACA Pagina 16


MEDICINA/1. Si è tenuto al Centro Marani il secondo incontro del ciclo «Invecchiare informati» su prevenzione e cure.


In Veneto ci sono 200mila pazienti. Ma molte persone scoprono la malattia tardi L’assessore regionale Sandri: «Troppi i bimbi obesi, serve informazione nelle scuole»

 

 

Il diabete è una delle malattie più diffuse al mondo. In otto Paesi europei i costi del diabete di tipo 2 rappresentano tra il tre e il sei per cento della spesa sanitaria. In Veneto i diabetici accertati sono 200.000. Prevenire questa malattia che causa numerosi problemi alla salute, dalle malattie cardiocircolatorie all’invalidità, è stato il tema centrale della tavola rotonda di educazione sanitaria geriatrica svoltasi al Centro culturale «Marani» per iniziativa del consigliere comunale Monica Lavarini.

L’assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri ha ricordato l’impegno della Regione, con il Piano obiettivo di prevenzione, diagnosi e cura, per sensibilizzare la popolazione circa la necessità di adottare stili di vita meno sedentari, di abolire il fumo, di mangiare in modo corretto, eliminando il «cibo spazzatura» e consumando più frutta e verdura. «preoccupa in particolare l’aumento di casi di obesità nella popolazione infantile», ha precisato Sandri, primo passo verso il diabete. Perciò si sente l’enorme necessità di educare la popolazione fin dalla pi ù tenera età, con programmi nelle scuole».

La lotta al diabete era stata una priorità anche per il precedente assessore regionale alla Sanità, l’attuale sindaco Flavio Tosi:«È una battaglia che vorrei continuare coinvolgendo tutte le fasce d’età, facendo soprattutto capire alle persone quali e quante sono le patologie correlate a questa malattia». Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, dottor Sandro Caffi ha ricordato che«per fare una buona Sanità ci vuole una società consapevole e informata», mentre la dottoressa Susanna Zampini, responsabil! e del Distretto 2 dell’Ulss 20 ha precisato che «i ticket sanitari vedono al terzo posto come causa di esenzione il diabete», ricordando che il Piano obiettivo della Regione «sarà uno strumento importante per lavorare sul territorio». Dopo il saluto della Diocesi portato da padre Giacomo Bonaventura, cappellano dell’Azienda ospedaliera, la parola è passata agli specialisti. Il dottor Carlo Ruggiano, responsabile della Prima Geriatria dell’Azienda ospedaliera, ha utilizzato una serie di diapositive per spiegare la dieta tipo da seguire, cioè con un calibrato apporto di carboidrati, come pasta, pane e riso, e di proteine ma molto limitata nei grassi, accompagnata da un regolare esercizio fisico che può consistere anche in una passeggiata di un’ora al giorno. E ha ricordato che in Europa la metà degli abitanti è sovrappeso e un 30 per cento è obeso. Dieta equilibrata, con pochi dolci, molta verdura, poco e pochi ssimo alcol, attività fisica regolare ma evitando gli sforzi eccessivi o insostenibili, abolizione del fumo sono tutti elementi di prevenzione e di cura del diabete.

Consigli arrivati anche dal dottor Stefano Bonapace, cardiologo all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, che ha indicato i danni che il diabete causa al cuore ricordando che «il rischio di eventi cardiovascola ri e cerebrovascolari si riduce praticando esercizio fisico». Il dottor Luca Pellizzari, della Terza geriatria dell’Azienda ospedaliera ha trattato le complicanze del diabete a carico di occhi, apparato circolatorio, nervi e rene, ricordando, alla fine, che «il diabete si può prevenire e curare ma a patto di condividere il piano dei controlli proposti dal medico e di attenersi a una dieta adeguata».

L’auspicio finale è stato di portare la serie di «Invecchiare informati» anche in altre sedi per contattare una fetta più ampia di popolazione.


 

Tratto da: NULL

Data: 1/01/1970

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