Alcune creazioni ispirate al ballo sul tema Madre Natura

LA STORIA. Il 2 marzo a Venezia l’ultimo Ballo a palazzo Pisani Moretta

Antonia Sautter dal 1994 organizza uno spettacolo unico al mondo. Nell’ atelier un museo di 1500 abiti
VENEZIA Come si sta dentro un sogno? Magnificamente. Come si vive dietro le quinte di un sogno? Con l’adrenalina a mille, incerti fino all’ultimo che il miracolo si compia. E’ la sfida che si ripete da 26 anni nell’atelier di Antonia Sautter, una lagunare doc che deve il cognome al padre tedesco e la sua imprenditorialità alla madre veneziana. Paradossalmente più nota nel mondo che non sotto le insegne di San Marco – il Comune non l’ha mai coinvolta in eventi pubblici – Antonia organizza l’esperienza più esclusiva del Carnevale: il Ballo del Doge a palazzo Pisani Moretta. In tutto 400 posti, tra cena placé e after dinner, che vengono prenotati alla velocità della luce. Parlare di spettacolo è riduttivo, anche se nella notte magica sul Canal Grande confluiscono artisti internazionali della musica, della danza e del circo, oltre ad attori, vip, magnati che in una atmosfera da colossal si presentano abbigliati in sintonia col titolo del ballo. Quest’anno sarà la “Magnificenza dell’effimero”, tra sogno, follia e peccato.Per ciascun ospite si è già consumata la prova costume nell’atelier dove 1500 abiti rigorosamente confezionati a mano attendono di incontrare il personaggio che li indosserà. «Qualcuno sceglie d’impeto, qualche altro ascolta i miei consigli, ciascuno deve stare bene con il costume che interpreterà» esemplifica la creatrice.Ma sono almeno 4 mila le creazioni sartoriali di Sautter appese in una non scontata galleria: niente Settecento veneziano, quanto piuttosto una teoria di abiti che si rifanno a grandi regine della storia – da Caterina Cornaro ad Elisabetta d’Inghilterra, da Mata Hari a Maria Antonietta – ai dogi Francesco Foscari ed Enrico Dandolo, fino ai grandi kimono decorati di occhi di pavone e pietre preziose che facevano la felicità di Marta Marzotto. In breve un museo del costume immaginato.Studi in Lingue e letteratura straniera a Ca’ Foscari, Antonia Sautter si è affermata grazie all’invenzione inesauribile, esercitata fin quando da bambina i personaggi del Carnevale li interpretava tutti davanti alla mamma. Quel gioco, fatto oggi di ricerca filologica sui tessuti e di fantasia senza briglie, è diventato un affar serio quando dai piccoli balli di febbraio arriva uno spot da mettere in scena a Venezia per la Bbc. E’ il 1994. Le chiedono di ricreare uno scenario da Crociate, di imbastire una festa ducale, noleggiare vascelli, reclutare 200 comparse, sostenere la troupe con catering e servizi.«Un incarico pazzesco, non ebbi esitazioni» rievoca Antonia ancora con la luce dell’incoscienza negli occhi. Il regista alla fine restò di stucco e le rispose: «Ma questo è il Ballo del Doge!». Da allora il Ballo è diventato l’evento in cui ogni anno far confluire le sue emozioni, legate una volta ai miracoli della natura, un’altra ai temi dell’amore, un’altra ancora alla seduzione. Ha creato dee dell’amore, madri natura, spose sinuose come cigni, con una cura esasperata di ogni dettaglio dai decori della tavola all’ultimo dei dj set di sottofondo. Lo scorso anno, per il suo 60°, Antonia si è regalata un Carnevale “Rebirth & Celebration”, al qualche si è presentato Zucchero per dedicarle le sue canzoni. Russi, americani australiani, arabi: gli ospiti arrivano già abbigliati in motoscafo o gondola alle 20 e ripartono alle tre del mattino. Un trionfo di piatti gourmet e di bollicine, e poi il gran teatro del mondo ha inizio. «Palazzo Pisani Moretta lo abbiamo per sole 24 ore: in un giorno lo allestiamo di tutto punto, in cinque ore lo disallestiamo e lo riconsegniamo» spiega Antonia, che per il 2020 ha individuato un’altra location, visto che palazzo Pisani è stato acquisito da una società cinese per altri scopi. E in omaggio alle sue amatissime donne, comprese le sartine che disfano orli e cifrano occhielli tutto l’anno, ha voluto regalare una notte al Ballo ad una ragazza tramite un contest su Instagram: ha vinto una 29enne di Anguillara con la foto di un abbraccio alla nonna. Cenerentola esiste ancora.

Tratto da: L'Arena -cultura-pag.48

Data: 26/02/2019

Note: NICOLETTA MARTELLETTO