Giuseppina Vellone (al centro), responsabile di Casa di Deborah

L’INIZIATIVA. Con il progetto ideato dalla Famiglia per le Famiglie è stato aperto un luogo di accoglienza per i ragazzi
L’ideatrice è Giuseppina Vellone, psichiatra e psicoterapeuta: «Qui c’è spazio per fare i compiti, per essere seguiti e per raccontarsi»
Impastare insieme le pastefrolle di Santa Lucia o la pasta per il pranzo della domenica, confidare i propri dubbi, fare i compiti, condividere una tazza di cioccolata calda e raccontarsi quello che si è fatto a scuola. La normale quotidianità della famiglia, che non è sempre così scontata. E qualche volta diventa un dono prezioso. È lo spirito del progetto Famiglie per la Famiglia che ha preso forma nella Casa di Deborah dalle suore Canossiane in piazzetta Carbonai, a due passi dalla chiesa di Santo Stefano.L’ideatrice e responsabile è la dottoressa Giuseppina Vellone, psichiatra, psicoterapeuta della coppia e delle famiglia, che per 25 anni ha lavorato nei Tribunali occupandosi di famiglie «fratturate». Ha inoltre formato diversi avvocati in questo ambito. La incontriamo nel suo studio nella Casa di Deborah, dove l’oggetto più importante, come dice lei, è il vecchio braciere della nonna Brunina, che viveva a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, «sempre riempito di braci ardenti per essere pronto a scaldare chi bussava alla porta e per scaldargli qualcosa da mangiare», racconta. «Con quello spirito ci ha insegnato a vivere, accogliendo tutti coloro che chiedono aiuto, da un po’ di cibo all’ascolto delle loro difficoltà».Una decina d’anni fa nasce l’idea del progetto, spiega la dottoressa Vellone, «con l’obiettivo di offrire un luogo per la prevenzione della sofferenza familiare. All’epoca lavoravo con Deborah Libardi, psicologa dell’età evolutiva, che si è più volte occupata di minori abusati. Fu subito entusiasta dell’idea. Ma non potè affiancarmi in quest’impresa a causa di una grave malattia che nel 2016 l’ha portata via a soli 44 anni. Oggi la Casa è intitolata a lei».L’associazione Famiglia per le Famiglie è nata ufficialmente il 6 febbraio di quest’anno. I soci fondatori sono Marco Libardi, presidente, Federico Perali, vicepresidente, Giuseppina Vellone responsabile scientifico e dirigente della Casa di Deborah, Maurizio Bernardi, don Martino Signoretto, Brunella tenuta e Franco Valotto, a cui si aggiungono 13 soci onorari tra cui le Figlie della Carità Canossiane. Il progetto è co-organizzato dal Comune e sostenuto da Curia, Confartigianato e da una serie di famiglie e di professionisti.«Il nostro è un progetto innovativo perchè mette insieme dei bisogni e li fa diventare delle ricchezze», precisa la dottoressa Vellone, «riprendendo il concetto del vecchio oratorio. La Casa è un posto per tutti, dove i ragazzi possono venire a fare i compiti, trovando anche qualcuno che li aiuta se hanno qualche difficoltà, dove possono trovare dei loro spazi creativi e per confrontarsi. Da gennaio partiranno anche dei corsi di teatro. Intanto abbiamo già sperimentato qualche laboratorio di cucina e di artigianato. È una casa aperta ad adolescenti e giovani, anche universitari che offrono lezioni gratuite. Qui si coltiva la condivisione, come il the che le Canossiane offrono il venerdì agli studenti».Grazie a madre Michela, che si occupa dell’accoglienza, e di due volontari al giorno coordinati da Giordano Campagnola che cura la supervisione dei bisogni della Casa, ogni giorno si offrono spazi ai ragazzi delle scuole del circondario, e soprattutto calore umano, famiglia.«Organizzeremo corsi di formazione per i volontari della Casa, come quello già in programma per il 26 gennaio che coinvolgerà una trentina di persone», aggiunge la dottoressa Vellone. «Grazie alla generosità di tante aziende che ci forniscono un po’ di tutto, dai viveri agli arredi, possiamo portare avanti le nostre attività. Inoltre vendiamo delle borse per famiglie, con pasta, farina, dolci, colori e altro al costo di dieci euro, per sovvenzionare le necessità della Casa».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 24/12/2018

Note: Elena Cardinali