image
L´ITINERARIO. La singolare storia della torre campanaria del Chievo, nata nel dopoguerra per onorare i Caduti e trasformata grazie a un parroco intraprendente.
I manufatti in origine erano due, il primo era del XVII secolo e «sparì» nel 1957 dopo essere stato alleggerito delle campane.

 

Fu il primo campanile sorto a Verona dopo la fine della seconda guerra mondiale. E, nelle intenzioni, doveva essere solo un monumento ai Caduti, come ricordano le lapidi poste sui lati. Ma la lungimiranza del parroco del Chievo, all´epoca don Silvino Venturi, ne fecero un campanile. In questa visita ci accompagnano Bruno Manara, Vincenzo Santi, Lino Cona e Severino Capra della Scuola campanaria veronese, il parroco don Arnaldo Piovesan, e Mario Patuzzo autore di libri sulla storia di Verona.
CHIEVO era detto il paese dei due campanili. Il primo era quello della parrocchia sorto nel 1627 e rimodernato nel 1887, accanto alla canonica. Nel 1930 le comunità, allora Comuni, di Chievo, San Massimo e Croce Bianca si tassarono per costruire un monumento ai Caduti della Grande Guerra, alla Croce Bianca. Ma soppressi questi Comuni periferici a beneficio di Verona, i soldi raccolti sparirono.
DON VENTURI ebbe intanto l´idea del monum! ento al Chievo, come «torre ai Caduti», senza guglia. Parte dei soldi li mise di tasca sua, altri vennero dai parrocchiani. Poi l´intraprendente sacerdote andò a battere cassa al Comune, chiedendo un risarcimento per i fondi spariti per la Croce Bianca. Ottenne il finanziamento della campana ai Caduti. I tasselli c´erano tutti. La «torre» venne costruita, alta 58 metri (compresa la guglia che intanto aveva fatto capolino nei piani) a pochi metri dal vecchio campanile ottocentesco, molto più basso. E un bel giorno le campane vennero traslocate dal vecchio al nuovo.
NEL 1957 il primo campanile venne demolito. Motivo, c´era da realizzare la cappella di San Giuseppe e allungare la chiesa. E Chievo si trovò con il suo campanile monumento costruito sul primo cimitero della frazione utilizzato fino al 1850, come indicano le lapidi poste alla base della chiesa.
LA COSTRUZIONE è in pietra tufacea di spoglio del forte di Croce Bianca esploso nel 19! 45. La base del campanile ha la classica forma del mausoleo. A! i lati sono poste quattro bombe d´aereo americane della seconda guerra mondiale.
ENTRIAMO nella base del campanile adibita a camera di suono. Ai lati si trovano le testimonianze dell´attaccamento degli abitanti del Chievo al loro campanile, con una targa che ricorda quanti hanno contribuito alle sue spese. Il sistema di suono è manuale ed elettrificato. Saliamo i primi 50 scalini e ci troviamo in un pianerottolo. Altri 84 ci portano fino all´ultima scaletta a pioli per entrare nella cella campanaria.
IL CONCERTO è composto da dieci campane. La maggiore pesa 1.050 chili ed è quella offerta dal Comune in memoria dei Caduti di guerra. Ha un diametro di 122 centimetri e venne realizzata dalla fonderia Colbachini di Bassano. Sei bronzi, invece, vengono dal vecchio campanile ma ne sono rimaste tre, tutte del fonditore Cavadini. Le ultime tre, più recenti, provengono dalla fonderia De Poli e sono state aggiunte per il Giubileo del 2000, donate con u! na sottoscrizione popolare. Qui opera una squadra campanaria di 13 elementi. Quello del Chievo è il primo campanile che ha installato delle telecamere sopra le campane per fa vedere agli allievi della scuola come si muovono durante i concerti.
IL PANORAMA spazia dal canale industriale che esce dalla diga al grande parco verde di Villa Pullè, splendida testimonianza di una grandezza caduta in disgrazia.21-continua

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 1/01/1970

Note: CRONACA – Pagina 18