Sono decine i post-it lasciati dai veronesi sulla parete dell'«Ars lab». L'iniziativa prosegue per tutto marzo

ARSENALE. La raccolta fino a marzo: il giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e il venerdì dalle 15 alle 19

All’«Ars lab» i desideri dei cittadini per la Verona del futuro: dal traforo ai ponti-giardino tra quartieri alle nuove piste ciclabili.
C’è chi propone un ponte pedonale che colleghi Borgo Trento agli Orti di Spagna e un ponte-giardino ciclo pedonale dalla Giarina alla città antica. Chi ribadisce, a caratteri cubitali, l’esigenza di un traforo per ridurre il traffico su Veronetta e velocizzare la percorrenza tra i due lembi di città. Chi intende incentivare la residenza entro le Mura della città storica e chi delinea, nel percorso parallelo a via Mameli e Ca di Cozzi, sotto Quinzano, una via ciclabile in grado di unire Parona e centro. E ancora, chi suggerisce di guardare al modello Valencia per riqualificare i Bastioni con spazi accessibili, di sosta e percorsi ciclabili; di ritagliare luoghi comuni per la cultura a Verona Sud; di corredare le panchine delle piazze con luci per la lettura, incentivando anche il book-crossing.È la Verona che vorrei, post-it dopo post-it. Sta prendendo corpo con decine di foglietti adesivi e colorati – rossi, verdi e azzurri, a seconda del tema proposto – affissi su una maxi piantina urbanistica dell’intero territorio comunale, la descrizione in pillole della città che i veronesi sognano. A postarli, come in un social questa volta non virtuale ma concreto e palpabile, sono cittadini di ogni età. Dagli anziani del quartiere di Borgo Trento e dintorni alle giovani coppie di genitori che frequentano gli spazi dell’ex Arsenale ma anche studenti e insegnanti, persone che hanno a cuore le sorti dell’urbanistica cittadina, della mobilità, degli spazi comuni, dalla Ztl al Pestrino, passando per Cadidavid, San Michele, Avesa e Parona.Luogo di incontro e di confronto è l’Ars Lab, una stanza allestita dal Comune e gestita dal gruppo di professionisti e cittadini di Cocai, che dallo scorso dicembre raccoglie i desiderata dei veronesi per il territorio in cui vivono.La maggior parte delle istanze riguarda la mobilità che dovrà essere sempre più lenta e sostenibile: non più a misura solo di auto ma anche, e soprattutto, di bici e pedoni. Le richieste di piste ciclabili in molti punti della città, da nord a sud e da est a ovest sono molte. Così come sono numerose le proposte di riqualificazione dell’ex Arsenale, che dovrà diventare – è opinione condivisa – sia un’attrattiva turistica che ad uso e consumo dei veronesi.I post-it che trovano spazio sui cinque ampi fogli che ricreano la mappa della città riguardano anche i quartieri e la prima periferia del territorio. Spicca evidente l’esigenza di una riqualificazione degli spazi in disuso in Zai ma non solo. È di pochi giorni fa, ad esempio, la proposta di recuperare l’ex centrale elettrica del Colombarolo, poco distante dal Lazzaretto.Questo, di ascolto e raccolta di istanze e proposte, è il primo step di un progetto più ampio che si articola anche con incontri pubblici. Il primo si è tenuto la scorsa settimana su rigenerazione degli spazi, verde, salute urbana. Il prossimo è fissato per la mattina del 28 febbraio, in Gran Guardia, su “La città connessa”. «È un esperimento interessante, il primo periodo di quella che potrebbe diventare un’agenzia urbana», spiega Samuel Fattorelli, architetto, di Cocai che tiene aperto ArsLab confrontandosi con i veronesi che postano le proprie istanze. La raccolta prosegue fino a fine marzo, il giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e il venerdì dalle 15 alle 19.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 14/02/2020

Note: Ilaria Noro