Palazzo Pompei, in lungadige Porta Vittoria, sede del museo di Storia Naturale

Bertucco: «Risultato di decenni di chiacchiere e progetti campati in aria». Briani: «Sistemate alcune sale, da rifare percorso espositivo»
E.CARD.

Dall’Arsenale a Castel San Pietro per poi ritornare ancora nella duplice sede di palazzo Pompei e della palazzina di Comando dell’Arsenale. Storia travagliata da anni quella della sede del Museo di Storia naturale che oggi torna alla ribalta non tanto per la sua collocazione, almeno per ora, ma per due criticità emerse dalla recente relazione alla giunta comunale firmata dalla direttrice dei Musei civici Francesca Rossi, dall’assessore alla cultura Francesca Briani e dal dirigente dell’Area cultura e turismo Francesco Ren, vale a dire il grave deterioramento della storica facciata, di cui sono caduti dei frammenti, e l’urgenza di ammodernare le esposizioni, di grande pregio nei contenuti ma presentate con criteri ormai obsoleti.
A questi problemi si aggiungono anche quelli dell’impiantistica, «contraddistinta da una vetustà tale da rendere impraticabile un’efficace manutenzione».La relazione parla di un monumento che nel suo complesso «versa in uno stato di precarietà estrema, a partire dal degrado della sua meravigliosa facciata rinascimentale, su cui si stanno riscontrando continue cadute di intonaco sulla pubblica via, provenienti per lo più dal tetto che in più punti è interessato da insistenti infiltrazioni d’acqua».
Inoltre «la situazione degli apparati espositivi delle sale di Palazzo Pompei e più in generale dei servizi al pubblico si presenta del tutto obsoleta e inadeguata alle esigenze della fruizione del visitatore e alle esigenze della divulgazione scientifica contemporanea».L’assessore Briani sottolinea come Palazzo Pompei «sia un luogo importantissimo per la città, dove sono nati i musei civici, ma dove in anni passati non sono stati effettuati adeguati interventi di manutenzione. Di recente abbiamo non solo organizzato molti eventi ma abbiamo anche sistemato due salette al piano terra, con una piccola area multimediale, e una al primo piano.
Prossimamente verrà sistemato l’atrio con l’ausilio degli Angeli del Bello che puliranno le colonne. Inoltre la Giunta ha stanziato 150mila euro per sistemare gli impianti antincendio».Il rinnovo del percorso museale è un’altra priorità, aggiunge l’assessore Briani, «perchè abbiamo collezioni straordinarie, che attirano studiosi da tutto il mondo, ma non più adeguatamente presentate. La grande tradizione culturale di Palazzo Pompei va tutelata e a questo proposito va ricordato l’impegno in questo senso messo dai collaboratori del Museo e dall’associazione Naturalisti Veronesi. Vorrei anche ricordare che gli eventi organizzati hanno tutti avuto un grande riscontro di pubblico e il mio obiettivo è di implementare la collaborazione con l’università per ampliare le iniziative di divulgazione scientifica e naturalista».
Sulla vicenda interviene il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco: «Finalmente qualcuno si è accorto delle condizioni al limite della praticabilità in cui versa, ormai da anni, il Museo di Storia Naturale ospitato nel cinquecentesco Palazzo Pompei, opera tra le più pregiate in città del grande architetto rinascimentale Michele Sanmicheli e tra le più rappresentative della storia veronese. Così lo hanno ridotto decenni di chiacchiere politiche, inutili risiko immobiliari e grandi progetti campati per aria. Il primo banco di prova della giunta sarà la formulazione del bilancio di previsione, nel quale ci attendiamo di vedere materializzarsi investimenti adeguati al rilancio del museo.
Intanto durante le festività il museo è rimasto chiuso ai turisti o a servizio ridotto, e mentre si parla tanto di abbattimento delle barriere architettoniche, il nostro museo non è ancora accessibile da questo punto di vista».

Tratto da: l'Arena

Data: 4/01/2019