LA PRESENTAZIONE. Nell’iniziativa sono impegnate l’associazione Pleiadi e la Fondazione Cariverona: un percorso di 650 metri quadri su 2 piani
Dedicato ai bambini, sarà il quarto in Italia e verrà inaugurato il 25 maggio agli ex Magazzini Generali
Un museo in cui è «vietato non toccare»? Un museo dove, all’ingresso, si tolgono le scarpe per scorrazzare comodamente in calzini? Un museo dove si può giocare, sperimentare, curiosare, e spingere al massimo la propria creatività? Sta arrivando a Verona. È il Children’s Museum, il Museo dei Bambini, che il prossimo 25 maggio sarà inaugurato nella Zai storica, agli ex Magazzini Generali: quell’area urbana che, tassello dopo tassello, sta rinascendo con nuove funzioni, ospitando già le sedi degli ordini professionali degli architetti e degli ingegneri, l’Archivio di Stato, il fondo di Dario Fo e Franca Rame. E fra quattro mesi, appunto, anche questo nuovo progetto per la divulgazione scientifica e tecnologica a misura di visitatori da zero a 13 anni (ma accattivante anche per mamme, papà, nonni, e per tutti i grandi).L’iniziativa, quarta in Italia e prima nel Nord-est, vede impegnati fianco a fianco Pleiadi, realtà che coltiva e comunica la passione per la scienza a famiglie e bimbi con metodi innovativi, e Fondazione Cariverona. Insieme al presidente di quest’ultima, Alessandro Mazzucco, e al direttore generale Giacomo Marino, alla presentazione nella sede di via Forti, ieri, è intervenuto il sindaco Federico Sboarina, mentre lo staff di Pleiadi – il presidente Alessio Scaboro e il vice Lucio Biondaro, rispettivamente direttore operativo e direttore scientifico del Children’s Museum – ha illustrato nel dettaglio come si presenterà, concretamente, lo spazio espositivo. Presente anche Jörg Ehtreiber, presidente di Hands On International, associazione dei Musei dei bambini.Un percorso su due piani, 650 metri quadrati in totale, suddivisi in grandi aree tematiche, ciascuno con esperimenti da provare, colpi di scena, ed «effetti wow», come sono stati definiti dai vertici di Pleiadi: «Aria», con turbine e tubi per sperimentare le proprietà del vento; «Acqua», con 12 metri di vasche cui approcciarsi con stivali di gomma e impermeabile, «Luce», dagli effetti colorati, «Trasformazioni», con tanti abiti e divise per trasformarsi nei propri personaggi ed eroi preferiti, e infine «Scienza nascosta». Al piano terra prenderanno posto la biglietteria, il bookshop, nonché il «thinklab», cioè l’insieme di laboratori dedicati alle differenti fasce d’età, e un «fablab», ovvero una sorta di officina di robotica, programmazione (coding), e falegnameria.Ma, una volta salite le scale, il vero cuore del Children’s Museum si aprirà al piano superiore, dove i visitatori saranno accolti dall’installazione simbolica: una sfera di color arancio, appesa in alto, da cui si dipartiranno molteplici «binari», veri sentieri da seguire per essere guidati nelle diverse aree tematiche. E fra queste: la zona zero-tre anni, ricca di elementi sensoriali, dove lasciar gattonare e gironzolare i piccoli in tutta sicurezza; il «playground yard», cantiere in miniatura dove i bambini più grandicelli potranno progettare e costruire la città del futuro.«Questa nuova realtà», commenta Sboarina, « si sposa con le linee della nostra amministrazione, che vede nella famiglia la cellula fondante della società. Siamo, inoltre, convinti assertori dell’importanza della riqualificazione urbana dei quartieri per renderli attrattivi». E aggiunge Mazzucco: «La naturale curiosità che alimenta la conoscenza del bambino è incontenibile, e non necessariamente trova risposte adeguate nelle sorgenti istituzionali, che spesso lasciano una grande domanda di formazione libera e personale».Proprio per questo, chiariscono infine Biondaro e Scaboro, il fine del Children’s Museum sarà «crescere nuove generazioni curiose, attraverso il gioco e la sperimentazione; un modo anche per ripensare il mondo del domani. Il bambino sarà messo al centro con il metodo pedagogico “hands on”, letteralmente “delle mani sopra”».

Tratto da: L'Arena -cultura-pag.46

Data: 23/01/2019

Note: Lorenza Costantino - foto Marchiori