IL PROGETTO. La proprietà del complesso teatrale rompe gli indugi e propone una soluzione per valorizzare in chiave culturale e turistica il sito legato al mito shakespeariano

Da gennaio visite guidate al Teatro con uscita sul cortile attraverso la terrazza. Ma c’è un piano per un grande isolato a tema

Il cortile di Giulietta, una meta di «pellegrinaggio laico» mondiale

Il quadrilatero dell’«isola di Giulietta», con i palazzi scaligeri: è la zona in cui allargare la visita al NuovoI rinnovati giardini di piazza Indipendenza: fanno parte dell’«isola»Scommessa su Giulietta. Su un pellegrinaggio laico, che porta a Verona, da lei, un milione 700mila persone all’anno.

Già: c’è tanto mondo dentro queste mura (e Shakespeare scrisse che fuori non ce n’è). Così l’idea: aprire alle visite il Teatro Nuovo, con accesso da piazza Navona. Illustrarne la storia e gli spazi. Per poi salire sulla terrazza e scendere nel cortile di Giulietta, dove c’è la statua, da toccare, e si vede il balcone su cui si arrampicava Romeo (è tutta una finzione, ma va benissimo così).

L’obiettivo è però più ambizioso. Non solo far conoscere il teatro – privato; ha 171 anni di vita – e il sito in cui confluisce il 95 per cento dei visitatori della città. Ma anche espandere il mito fino a creare una «isola di Giulietta», dal Nuovo fino al quadrilatero dei palazzi scaligeri.

Ampliando un’offerta culturale e turistica sul mito, con arte, libri, esposizioni. Tale da far restare fino a tre ore i visitatori. Non più solo un quarto d’ora, come ora nel solo cortile di Giulietta a cui si accede, gratis, da via Cappello.

Rompe gli indugi – anzitutto con le visite guidate a pagamento al teatro e al cortile, un pomeriggio alla settimana, avvio dall’anno prossimo; altro articolo – la Società Teatro Nuovo Srl, cioè la Società dei palchettisti proprietaria dal 1846 dell’edificio. Ciò dopo la stasi in cui sono rimaste impaludate varie ipotesi per gestire in maniera ordinata il cortile, di proprietà di tutti i condomini che vi si affacciano. Quindi del Teatro Nuovo, del relais Il Sogno di Giulietta, dei negozi di souvenir, di quello di numismatica e altri privati.

Dall’ipotesi dei tornelli all’ingresso di via Cappello, per regolare il flusso, lanciata dall’ex assessore Vittorio Di Dio. A quella di entrata a pagamento da piazzetta Navona, con passaggio nel teatro e fino al cortile, che presentò la Teatro Nuovo con Paolo Valerio direttore artistico, che vedeva coinvolto il Comune. Fino al progetto della Mox Corporation (dei fratelli Carlo e Andrea Benatti e Mirco e Alex Martinelli), con un piano più ampio che comprenderebbe l’ingresso a pagamento dal negozio Armani su via Cappello, con percorso scespiriano fino alla Casa di Giulietta (oggi gestita dal Comune) e passaggio nel cortile e uscita in via Cappello.

Sinora però nulla di fatto. «Allora siamo partiti noi. Abbiamo affidato uno studio all’Università Iuav, di Venezia, per organizzare un laboratorio di laurea con gruppi di lavoro all’Università veneziana, con responsabili scientifici il professore di composizione architettonica Benno Albrecht e l’architetto veronese Marco Ardielli, da cui è uscito il progetto “Isola di Giulietta”».

Lo dice Zeno Poggi, presidente della Teatro Nuovo Srl, con i consiglieri di amministrazione Marina Cesari ed Edoardo Bernardi e con Paolo Valerio, direttore artistico del Nuovo, che ospita le rassegne del Comune “Il Grande Teatro” e “Divertiamoci a Teatro”.Lo studio “L’isola di Giulietta” fa l’analisi e detta le linee. «Ci sono mete di pellegrinaggi religiosi, come Medjugorie, che attira 1,5 milioni di persone all’anno. Sul fronte laico, la casa di Elvis Presley 680mila. Il cortile quasi 1,7 milioni, il più visitato al mondo. Da qui dunque, anzitutto aprendo le porte del nostro teatro e poi portando i turisti nel cortile, partiamo per dare valore aggiunto alla città», spiega Poggi.

«E si potrà sviluppare la visita, fino a tre ore, all’isola di Giulietta, nei palazzi vicini».Soni i palazzi compresi nel quadrilatero tra via Cappello, piazza dei Signori, via Nizza e via Pescheria Vecchia. Il Capitanio, di Cariverona, i palazzi scaligeri. Parte di quella porzione centralissima di centro storico, con numerosi edifici nell’isolato Forti e attorno, alcuni già sedi di Unicredit che il presidente della Fondazione Cariverona (proprietaria dei palazzi) Alessandro Mazzucco auspica diventino il punto di attrazione, con funzioni culturali e ricettive, di una Verona capitale. «Proponiamo perciò una collaborazione con Cariverona e con il Comune», conclude Poggi, «per lavorare in rete. E siamo consapevoli di questa missione». La scommessa è partita. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enrico Giardini

gently

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Tratto da: L'Arena giornale di Verona

Data: 14/11/2017

Note: Sezione "Cronaca"Da pag. 11