La facciata del teatro Nuovo: la parte restaurata è quella sulla sinistra

LE SFIDE DELLA RIPARTENZA. Terminati i lavori per restaurare l’ultima parte di facciata. E si ripuliscono i muri nel cortile

Poggi: «I residenti hanno vissuto Verona a piedi, l’hanno riscoperta Tutto questo andrebbe valorizzato in un’offerta di turismo di qualità»
Il Teatro Nuovo si fa…nuovo. All’esterno e all’interno, affacciato al cortile di Giulietta. E la Società dei palchettisti, proprietaria, in attesa che l’attività artistica riparta dopo lo stop dovuto all’emergenza coronavirus, lo rilancia, ma all’interno «di una nuova proposta di turismo culturale per la ripartenza della città, che comprenda tanti siti del centro storico, e non solo, che negli ultimi due mesi e mezzo i veronesi hanno riscoperto, o addirittura scoperto, a piedi. E i turisti dovranno accorgersi di questo». A dirlo è Zeno Poggi, presidente della Società.Poggi sottolinea così la conclusione dei lavori di restauro e ritinteggiatura dell’ultima parte di facciata del Nuovo – costruito a metà ‘800 – quella che dà sull’ingresso con il colonnato. Ma anche la pulitura (l’ennesima) della parete interna dell’edificio, che dà sul cortile di Giulietta, dove anzitutto sono state rimosse gomme da masticare. «Con questo ulteriore piano di lavori noi vogliamo lanciare un segnale di ottimismo, come teatro, per quando si potrà riavviare l’attività, in piena collaborazione con il Comune che al Nuovo sostiene la rassegna “Il Grande Teatro” e con altri enti», sottolinea Poggi. «In modo che si possa implementare a Verona un turismo culturale con nuove idee, cercando di valorizzare al meglio tutte le possibilità che la nostra città offre».Ma in che senso far cogliere ai turisti il modo con cui i veronesi, residenti, hanno vissuto e vivono Verona? «Ovviamente sono stati mesi di sofferenze e di situazioni molto difficili, per tante famiglie», risponde Poggi. «In seguito alle giuste limitazioni ai movimenti imposte, comunque, io ho visto tanta gente parlarsi dalle finestre, dai balconi, per strada, anche se a distanza e con mascherine e guanti, andare a fare la spesa a piedi, non usare più l’automobile. Insomma, pur nelle gravi difficoltà, ci siamo un po’ riappropriati della nostra città, anche in modo più sostenibile. Ecco, tutto questo», prosegue il presidente, «andrebbe trasformato in un valore aggiunto all’intera offerta culturale e artistica di Verona, per fare crescere un turismo di qualità». Tra l’altro anche il cortile di Giulietta, con la Casa con il museo – del Comune – sono rimasti chiusi a causa dell’emergenza. E va ricordato che in Comune si sta valutando – nonostante ricorsi e controricorsi – i due progetti di gestione del cortile e della Casa-museo di Giulietta. Quello della Mox Corporation (entrata a pagamento da via Cappello e uscita dal cortile, dove ora si entra gratis) e quello della Juliet’S Farm (entrata da via Cappello, a pagamento, e ipotesi di uscita su piazzetta Navona, passando dal Nuovo). È chiaro tra l’altro che la futura gestione di un sito come quello di Giulietta, visitato da un milione e mezzo di persone all’anno, provocando assembramenti di centinaia di persone nel cortile, di proprietà dei condomini, tanto più ora andrà rivista in maniera radicale. Per garantire, oltre alla sicurezza, il distanziamento sociale anticontagi

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Note: Enrico Giardini - foto Marchiori