Ocra e sabbia marina nelle grotte

SPELEOLOGIA. Entusiasti per la scoperta i ricercatori veronesi

Trovate tracce di antichi vulcani e pigmenti minerali Per l’esperto australiano Armstrong, questi antri «hanno caratteristiche che non si trovano altrove».
Gli antri delle Torricelle sono grotte fenomenali, raccontano un mondo perduto unico al mondo. Come le caverne sui monti Lessini che non sono solo una passione sotterranea, ma luoghi da tutelare e studiare perché «possiedono caratteristiche che non si riscontrano in nessun’altra grotta conosciuta», afferma il professor Robert Armstrong Osborne dell’Università di Sydney, uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento.Lo ha detto dopo averle viste e prima ancora ne era stato incuriosito da un articolo pubblicato sulla rivista specializzata «Acta Carsologica» scritto dagli speleologi veronesi Guido Gonzato, Guido Rossi e Roberto Chignola. Laddove corrono leggende sono state trovate tracce di antichi vulcani che in parole più tecniche sono «intrusioni basaltiche», spiega Gonzato. In altre ci sono i pigmenti minerali, cioè le ocre. «Sono le terre colorate estratte ed usate dagli artisti». Insomma, c’è davvero un mondo sotterraneo da scoprire e ci sono grotte ed antri vecchi di milioni di anni. Ma, c’è di più: «Sono fenomeni geologici molto rari». Quei luoghi abitati da misteriose creature della fantasia popolare in un lontano passato erano la spiaggia di un mare caldo e calmo. Questo era noto, ma non si credeva fosse così vecchio e soprattutto così unico al mondo. Come, invece, appare ora.I geologi veronesi hanno accompagnato il professor Armstrong Osbone nella Grotta dell’Orso a due passi dal Ponte di Veja, nella Tana delle Sponde nota anche come Covolo della Crose nel comune di Velo Veronese e nelle caverne che si aprono sul fianco destro della Valle del Covolo. Poi, dentro le Torricelle dove il gruppo di studiosi ha visitato la Grotta DeliNpero, così chiamata per aver restituito una scritta datata maggio 1938 ed inneggiante all’Impero d’Italia. Più sotto, nella Grotta di via Tirapelle che è stata utilizzata come rifugio antiaereo durante l’ultimo conflitto mondiale. Guido Gonzato non è nuovo a queste «grotte» che è meglio chiamare miniere per il lungo lavoro svolto al loro interno nei secoli scorsi. Con i colleghi dell’Unione Speleologica Veronese Roberto Chignola e Marco Frigo, Gonzato ha esplorato gli antri delle Torricelle riportando alla luce un mare fossile, una vertebra di delfino e molti oggetti di scavo abbandonati. Nuovi studi hanno permesso una datazione più precisa riportando le grotte al Priaboniano superiore, cioè a circa 35 milioni di anni fa. Nel 2014, le recenti scoperte sono appare in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Italian Journal di Geosciences. «Abbiamo esposto le nuove datazioni dei riempimenti e ci siamo concentrati su alcune grotte della Lessinia con presenza di basalto», spiega Gonzato. «Lo scorso anno, abbiamo ripreso gli studi in un altro articolo sulla rivista internazionale “Acta Carsologica” che ha entusiasmato il professor Armstrong Osborne». «La sua visita all’interno delle grotte/miniere di terra gialla ha consentito una conferma di riempimenti fossiliferi in diversi punti. Armstrong ha accertato le caratteristiche eccezionali di queste «grotte» che non si ritrovano in alcun altro luogo finora conosciuto. Una conferma su quanto sinora era stato solamente supposto: infatti, da anni consultiamo la bibliografia alla ricerca di esempi “stranieri” del tutto simili, ma finora senza alcun risultato». «Sono gioielli unici al mondo e ci stiamo organizzando per valorizzarli e proteggerli», dice ancora Gonzato. «Vogliamo che vengano ufficialmente riconosciuti come geositi. Purtroppo, in Veneto non esiste una legge regionale apposita come esiste invece in altre regioni, come l’Emilia Romagna. In autunno porteremo, quindi, la questione all’attenzione della Federazione Speleologica Veneta, del Comune di Verona e dell’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 13/08/2018

Note: Marco Cerpelloni