PIAZZA CORRUBBIO. Dopo la chiusura per il fallimento dell’impresa, i commercianti hanno visto ridurre il via vai di clienti
I residenti del quartiere chiedono anche di rivedere la viabilità e di rafforzare la segnaletica stradale.I commercianti reclamano il parcheggio interrato di piazza Corrubbio: con la sua apertura sembrava esserci un maggiore via vai. Per i residenti, invece, la differenza non si vede, visto che le auto, anche quando, fino a metà maggio, i 300 stalli interrati erano liberi e accessibili, spesso e volentieri venivano lasciate selvaggiamente in superficie. Ciò che invece unisce tutti è la richiesta di provvedere, insieme alla riapertura del parcheggio che ha determinato la trasformazione, contestata con raccolte firme e opposizioni fino all’ultimo, dell’intera piazza, anche a una puntuale modifica della viabilità e a un rafforzamento della segnaletica.Ora il clima di vacanza è evidente e il rione è piuttosto tranquillo, ma fino a un mese fa qualcuno si era persino azzardato a lasciare l’auto sulla discesa di ingresso del parcheggio, sigillato con pannelli di compensato dal 18 maggio scorso, dopo il fallimento dell’impresa Rettondini Spa, che aveva realizzato l’opera in project financing. È stata anche segnalata l’inaccessibilità alla rampa.Ora il Comune sta meditando di affidare la gestione del parcheggio in house all’Amt. Di tempi certi sulla riapertura non ce ne sono, ma si cerca di fare il prima possibile, e forse verranno pure riviste le tariffe, perché quei due euro all’ora chiesti fino a tre mesi fa per molti risultavano decisamente eccessivi, tanto da determinare lo scarso utilizzo della struttura.«Il parcheggio è nato inutile e continua a esserlo», dice una residente che lamenta pure un eccesso di divieti di sosta spuntati sei anni fa insieme al garage sotterraneo. Per Maria Alessandra Vacondio, altra abitante del quartiere, i divieti sono invece persino troppo pochi. O meglio, a essere insufficienti sono le multe alle fila di auto parcheggiate ovunque alla bell’e meglio. «Il parcheggio è sempre stato troppo poco segnalato per chi arrivava da corso Milano e tutta la viabilità che lo circonda non è chiara e presenta brutti incroci». L’esempio più eclatante è quel cartello di divieto che si avvista lasciando la piazza per la limitrofa piazza Pozza, che dovrebbe valere anche per i ciclisti, ma non è rispettato da nessuno. «La realizzazione del park non ha contribuito in nessun modo alla riqualificazione del quartiere, e sono davvero pochi i residenti che avevano prenotato gli stalli sotterranei», evidenzia Alessio della gelateria San Zeno che si affaccia sull’entrata del sotterraneo.«La gente ha sempre parlato male del parcheggio, ma ora i commercianti si lamentano che con la sua chiusura è diminuito l’afflusso ai negozi», dice Pietro Beltrame del negozio di ottica nella piazza. «C’è ancora chi arriva, specie dal lago, e si rende conto che il varco è inaccessibile solo quando ci è di fronte», gli fa eco un abitante del rione. Che aggiunge: «Non parliamone della beffa per i turisti che perdono tempo per capire dove si trovi il parcheggio e, una volta scovato, vivono la delusione di vederlo sbarrato».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 11/08/2018

Note: C.Bazz.-foto Marchiori