ALLARME DEGRADO. Sopralluogo degli assessori nell’area delle Torricelle. Per la Neri è «ai limiti dell’irreparabile»

Pavimentazione divelta, mura cadenti e sporcizia. Padovani: «Sistemeremo il porfido e l’area pericolante verrà recintata»
Lo stato in cui versa il parco visconteo delle Torricelle, pochi metri alle spalle di Castel San Pietro, è disastroso, «ai limiti dell’irreparabile».È così che definisce la situazione l’assessore al Patrimonio Edi Maria Neri che ieri ha effettuato un sopralluogo nel verde collinare insieme all’assessore a Strade e giardini Marco Padovani, alcuni consiglieri di maggioranza e volontari che si occupano della cura e della tutela di altre aree verdi sulla collina cittadina. Il giro ha compreso infatti anche la visita al parco delle Colombare, dove ogni sabato gli Angeli del Bello sono all’opera per ripulire panchine e muri da imbrattamenti e con altri interventi di recupero coordinati con l’Amia e il Comune, e un sopralluogo al parco di Castel San Pietro.Le criticità non mancano in ciascuna di queste tre aree, compreso il parco a terrazza sul centro città e affacciato sulla stazione di mezzo della funicolare: in passato inaugurato almeno due volte pur senza mai essere realmente fruito nel pieno delle sue potenzialità. Il capitolo peggiore, però, riguarda proprio il parco visconteo dove ai problemi di degrado, cattive frequentazioni, incuria e sporcizia, si aggiunge quello della sicurezza. Durante i lavori a Castel San Pietro e alla funicolare, l’accesso in porfido del parco è stato battuto da decine di camion diretti al cantiere con il risultato che la pavimentazione è divelta in più punti e i cubetti di pietra sono mancanti, smossi, accatastati ai lati del percorso.Inoltre, le mura antiche sono pericolanti, in parte sgretolate, in altre «sospese non si capisce bene come», spiegano alcuni volontari che hanno a cuore le sorti di questo parco, piccolo patrimonio di storia e verde da tempo abbandonato a se stesso. Una recinzione verde era stata affissa in passato proprio per delimitare le molte aree pericolanti ma è rotta in più punti e il cancelletto è stato tolto e lanciato nella boscaglia. «Qui ci sono giovani che vengono a spacciare, consumare droga e altro e poi si arrampicano su questi mattoni e sassi precari: è davvero pericoloso. Per non parlare dei turisti che si affacciano appena ma poi preferiscono andarsene oltre», aggiungono. A fronte di questa situazione, però, la volontà dell’amministrazione, è di correre ai ripari. Sia con misure urgenti sia attraverso un piano di riqualificazione complessiva più ambizioso, che magari lo colleghi attraverso una scalinata al vicinissimo parco di Castel San Pietro. «Ho già dato disposizione agli uffici di sistemare il porfido della strada d’accesso e nei prossimi giorni l’intervento verrà predisposto», ha annunciato l’assessore Padovani. Quanto alla messa in sicurezza delle mura, o quantomeno delle persone che vi si avvicinano, «insieme all’Edilizia monumentale e dunque all’assessore Zanotto studieremo, almeno inizialmente, un piano per recintare adeguatamente l’area pericolante», aggiunge Padovani.La vera e propria riqualificazione dell’area, però, prevede ben altro.E soprattutto comporta ingenti somme da reclutare per la causa. «È necessario agganciare dei fondi, ci stiamo già occupando di reperire risorse europee. Mi chiedo però come mai si sia giunti a tale degrado», aggiunge l’assessore Neri, riferendosi soprattutto alle antiche Mura ormai divorate dalla vegetazione infestante: «piante d’edera anche belle da vedere ma purtroppo deleterie».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Data: 4/05/2018

Note: Ilaria Noro - fotoservizio Marchiori