L'artista Alberto Zucchetta con la statua di Dall'Oca: il Comune ha detto no a piazza Erbe

IL CASO. Il rappresentante del Comitato replica allo scultore Finotti.
Il presidente Pasqua di Bisceglie: «Statua capolavoro»
Giorgio Pasqua di Bisceglie, presidente del Comitato «Dall’Oca fra noi» non ci sta. E risponde a Novello Finotti, lo scultore che con una intervista su L’Arena del 25 febbraio scorso aveva manifestato le sue perplessità sulla collocazione della statua di Dall’Oca in piazza Erbe.E Pasqua di Bisceglie rilancia: l’opera deve stare in piazza Erbe.«Dalla lettura dell’articolo si evince che lo scultore Novello Finotti boccia la collocazione della statua di Angelo Dall’Oca in piazza Erbe, al pari dell’assessore al Commercio, tributi e arredo urbano, Francesca Toffali. Personalmente credo che anche il giudizio di Finotti avrebbe dovuto essere più “prudente” e meditato non come quello, a mio modesto avviso, “prudente” ma affrettato della Giunta comunale».«Si argomenta che lo scultore Finotti (che si ispirava ascoltando al telefono le poesie del poeta vernacolo veronese) considera, in sintonia con l’assessore all’arredo urbano, la piazza nel modo in cui un luogo è già concluso, paragonabile ad uno spazio museale, dove tutto è immobile come se i tre citati monumenti (Fontana con Madonna Verona, la Tribuna del Podestà e la colonna con il Leone di San Marco) fossero soltanto dei bellissimi arredi storici da mantenere in bella mostra», prosegue il presidente Pasqua. «L’artista Novello Finotti, – giustamente retribuito per la realizzazione della bellissima statua di Berto Barbarani con vista in piazza Erbe, dalla Fondazione Berto Barbarani con presidente Giorgio Gioco, ha tenuto a sottolineare nell’articolo di essere estraneo al Comitato “Dall’Oca fra noi” da me presieduto e di non aver donato nessuna opera a favore dell’iniziativa. Questo ci dispiace essendo convinti in buona fede della sua appartenenza, che ci avrebbe onorato, trovandosi assieme a nomi prestigiosi della cultura, dell’imprenditoria, del giornalismo e agli oltre duecento artisti veronesi che si adoperano al progetto gratuitamente con passione e amore per la città. Rimedieremo con un invito ufficiale al maestro scusandoci di questa svista».«E’ vero, come è vero che molti sono convinti che la statua del poeta Berto Barbarani doveva essere collocata a San Zeno, nella piazza decantata dal poeta», aggiunge Pasqua, «ma noi sosteniamo la posizione dove si trova, voluta dallo stesso Finotti, per farla dialogare con il suo grande amico di sentimenti, parole e pennelli Angelo Dall’Oca Bianca». «Piazza Erbe (denominata fino alla fine del ‘700 Piazza grande di Verona) è sempre stata il centro vivo e pulsante della città da secoli in continuo mutamento dove ogni monumento o affresco racconta un periodo, una storia. La scultura di Angelo Dall’Oca – io l’ho vista in Fonderia e devo dire che – a mio modesto parere – è un raffinato capolavoro scultoreo molto azzeccato per il messaggio che deve trasmettere in simbiosi con piazza Erbe: l’unico luogo deputato per la sua destinazione culturalmente e storicamente naturale».«Un’opera», conclude, «che testimonierà l’anima più vera di Verona e racconterà un brano di storia tra Ottocento e Novecento della nostra città, integrando la piazza colmando una grave lacuna, donando agli Amministratori di oggi e alla cittadinanza una grande opportunità civica e culturale». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 2/03/2018