Il tavolo dei relatori al primo raduno nazionale delle Famiglie Rifiuti Zero

Come eliminare i rifiuti e vivere senza problemi
Ottomila iscritti al gruppo ideato da Linda Maggiori «Nonostante i passi avanti fatti nelle procedure di smaltimento, dobbiamo imparare a ridurre».
C’è chi dispensa vademecum per realizzare spugnette da cucina utilizzando vecchi asciugamani. Chi offre consigli pratici per recuperare vestiti che non si usano più. E chi, guardando già al Natale, fornisce alcune dritte per una festa più ecogreen. Sono i membri delle Famiglie Rifiuti Zero che ogni giorno si incontrano su Facebook – nell’omonimo gruppo (oltre ottomila iscritti) ideato dalla scrittrice e blogger Linda Maggiori -, al fine di condividere buone pratiche per l’abbattimento dei rifiuti e rimettere in circolo modelli virtuosi a tutela dell’ambiente e delle comunità cittadine.Una sfida che Maggiori ha iniziato ancora dieci anni fa, quando con il marito e i quattro figli, ha scelto di vivere prima senza auto, poi aderendo ad acquisti e consumi più etici, arrivando a produrre un massimo di indifferenziata di massimo 2 chili a testa in un anno (contro i 160 chili pro capite dei concittadini romagnoli). Una testimonianza che ha contagiato anche Verona, ospite del Primo raduno nazionale di Famiglie Rifiuti Zero, dove è da poco attivo anche un gruppo Fb locale giunto a circa 400 iscritti. «Volevamo provare a vivere in maniera “più leggera”», ha raccontato la mamma a rifiuti zero, «e dopo aver eliminato la macchina, ci siamo accorti che potevamo vivere – senza tante rinunce – anche facendo a meno di certi prodotti, per lo più legati a radicate comodità. E che di fatto, non fanno altro che incrementare il volume della nostra pattumiera», con impatto sia sull’ambiente (si pensi solo ai problemi di smaltimento) che sul badget domestico. «Abbiamo quindi diminuito i prodotti con imballaggi, orientandoci su quelli sfusi o alla spina, e sostituito alcuni beni primari con l’autoproduzione». Tra le ricette svelate da Linda, hanno incuriosito quelle per ottenere un buon dentifricio casalingo, e per preparare sane e ghiotte merende ai più piccoli. Una strategia per ridurre il ciclo dei rifiuti, infatti, «è non portarseli a casa», ad esempio fornendoci dai produttori locali che vendono in sacchi grandi e in modalità sfusa. Stile alla base dello stesso progetto Disimballiamoci, con cui nel comune di Faenza, la famiglia di Linda ha messo in moto un modello ecologico di acquisti, di cui sta beneficiando anche l’economia locale. «Periodicamente acquistiamo pasta, cereali, legumi in grosse quantità, da un unico sacco, per poi rifornire altre famiglie, che vengono a casa nostra con i loro contenitori». Esempio che l’amministrazione ha voluto premiare riducendo la Tari a tutti gli esercizi aderenti a tali prassi di vendita.«Già solo bevendo acqua del rubinetto (nell’83 per cento dei casi migliore di quella in bottiglia), e tornando a scambiarci le cose ovvero ad acquisire un po’ di manualità utile a fare almeno le piccole riparazioni, potremmo far dimagrire il nostro secchio dell’immondizia di almeno chili di rifiuti». Lo assicura Roberto Cavallo, fondatore di Erica (dedita alla progettazione di tecniche di gestione dei rifiuti), e coautore del programma tv Scala Mercalli, nonché consulente per diversi enti per le politiche ambientali. «L’Italia ha un carico di gestione rifiuti di 30milioni di tonnellate l’anno, solo con riguardo a quelli urbani, cui si sommano 140 chili di assimilati, gli scarti industriali e una parte di ‘sommerso’». Nonostante i passi avanti nelle procedure di smaltimento, «ciò che urge è imparare a ridurre, partendo dall’indifferenziata».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 25/11/2019

Note: F.Sagl.