La statua di San Zeno che sorride: è all'interno della basilica

TRA STORIA E LEGGENDA. Si comincia a girare il documentario sul patrono della nostra città, con tante notizie e curiosità
Interviste a esperti e fiction per raccontare il vescovo “moro” Il regista Quattrina: «I sermoni, ma anche la partita con il diavolo»
Ciak, si gira. Un docufilm alla scoperta del «San Zen che ride», come scrisse il poeta Berto Barbarani prendendo spunto dalla statua del santo in basilica, o che gioca a palla con il diavolo. Immagini e parole per dare risposte a tante domande sul santo patrono di Verona, festeggiato ieri, a cui sono intitolati la basilica, il rione e la Chiesa scaligera. Tanti “misteri” svelati. Anzitutto il perché San Zeno – l’ottavo vescovo di Verona vissuto tra il 300 circa e il 371 – nel corso dei secoli da “moro” (lui che era della Mauretania, nel nord Africa) è diventato praticamente bianco. O perché il suo culto si è sviluppato in tutta Europa. E perché c’è un collegamento fra San Zeno e i fiumi, tanto da diventare lui il protettore dei pescatori d’acqua dolce.Tante informazioni e curiosità nel documentario-film, che si comincia a girare anche con scene di fiction in città, intitolato Il sorriso di San Zeno. Nato dall’idea del regista veronese Mauro Vittorio Quattrina e poi proposto a Cattolica Assicurazioni attraverso l’associazione culturale Storia Viva no profit, di Verona. Richiederà un anno di lavorazione. Il progetto ha trovato il sostegno di Cattolica, main sponsor insieme anche alla Fondazione Cattolica, con l’appoggio storico e operativo della Diocesi, guidata dal vescovo Giuseppe Zenti.Il film durerà circa un’ora e – secondo lo stile didascalico del regista Quattrina, autore tra gli altri di film e mostre ambientate sulla Prima e sulla Seconda guerra mondiale – verrà narrato in modo semplice, per essere fruibile da tutti. Dai bambini alle persone più anziane. Il linguaggio è comunicativo, con un San Zeno che si racconterà in prima persona. «Interagire fra il lato leggendario del santo e la parte vera, come i suoi sermoni, mi porta a scrivere una sceneggiatura che, se da una parte seguirà in modo, diciamo scientifico, grazie al supporto anche di esperti e storici, le vicende di Zenone», dice Quattrina, «dall’altra vuole mantenere il lato più popolare tramandatoci, come i miracoli o avvenimenti bizzarri come la partita a palla con il diavolo che, vinta dal santo, gli permise di farsi portare da Roma a Verona la grande coppa di marmo tutt’ora presente in basilica».Storia, racconti, interviste e esperti – e tra questi Vittorio Sgarbi – ma anche tanta attualità. Si spiegherà perché il santo è stato così largamente invocato per le situazioni problematiche di Verona, come la peste il colera e altre malattie. E il pensiero non può che correre al Coronavirus. Ma San Zeno viene raccontato come attualissimo anche per la questione sociale, per l’aiuto ai più deboli, fino agli oroscopi sui quali esiste un suo sermone.Il docufilm spiegherà anche il mistero del sorriso. Da qui il titolo. «San Zeno è ancora attualissimo per Verona, è il patrono dell’unità, della pace, del progresso», dice l’abate di San Zeno, monsignor Gianni Ballarini. «Lodava la carità dei veronesi. Ci insegna la cultura come l’importanza di vivere un mondo meno barbaro, meno scontato».Il presidente di Cattolica Assicurazioni Paolo Bedoni sottolinea che «quando ci è stata prospettata questa bella iniziativa, come Cattolica abbiamo subito sentito l’impegno di sostenerla. Perché San Zeno per i veronesi è Verona, e perché e soprattutto Verona, nella sua storia, è ruotata attorno a questo santo con racconti e storie bellissime». Il docufilm gode dell’appoggio di altre realtà, come Acque Veronesi e il Comun

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 22/05/2020

Note: Enrico Giardini