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L’EVENTO. Da questa mattina la manifestazione scende in strada nel centro storico per la due giorni che vedrà una sessantina di giochi antichi e tradizionali.

Dalle piazze ai vicoli, il Tocatì entra nel vivo.Oltre una ventina le discipline ludiche del Messico; quasi altrettante quelle italiane e poi i giochi da tavolo. Cinque i punti di ristoro, il principale in lungadige San Giorgio.

Ilaria Noro

 

Il corteo nelle vie del centro che come da tradizione ha aperto il Tocatì .
I bimbi di legno e il cappello a punta, di varie misure e colori e simbolo del Tocatì, fanno capolino da ogni angolo della città antica ad indicare la strada giusta per giochi e manifestazioni. Ogni location è pronta ad ospitare da questa mattina giochi e giocatori e con l’allegria di musicisti e ballerini messicani ha preso il via la dodicesima edizione del Festival dei giochi in strada.
La sfilata di maschere tradizionali del paese ospite che quest’anno è il Messico, una su tutte la Catrina con il volto dipinto a teschio e il suo serpente piumato, è partita da piazza Erbe per arrivare sul sagrato di Sant’Anastasia dove ad attenderla c’erano le autorità – dall’assessore al Turismo Enrico Corsi, al consigliere delegato alla Cultura Antonia Pavesi, all’assessore provinciale alla Cultura Marco Ambrosi e al console del Messico a Milano, Marisela Morales Ibànez – che hanno tagliato il nastro dando il la a canti e balli, alla mostra sui giochi tradizionali messicani allestita nella chiesa di San Giorgetto, e al Tocatì. La festa è poseguita poi fino a tarda sera in piazza dei Signori, ribatezzata per i giorni del Festival, piazza Messico.
Per gioco, ci si diverte ma non solo. «Si interiorizza e si studia l’integrazione». Tra popoli, come l’amicizia tra Verona e Messico in occasione di questa dodicesima edizione del Tocatì, ma anche all’interno delle stesse popolazioni; tra le diverse anime, origini e culture che le animano. «La cultura antica, intersecata alle altre e ad epoche più recenti, guida la convivenza tra i popoli», ha spiegato a palazzo Barbieri Alida Zurita Boca Negra, fondatrice della Federazione messicana giochi tradizionali.
La delegazione messicana del Tocatì è stata infatti ricevuta ieri in sala Arazzi di palazzo Barbieri. Il consigliere Francesco Spangaro ha dato il benvenuto consegnando un libro sulla città e la Verona card, offrendo così agli ospiti l’opportunità di visitare gratis musei e monumenti.
Insieme alla fondatrice e al presidente dell’associazione giochi antichi Paolo Avigo, anche il coordinatore generale di educazione interculturale e bilingue del ministero messicano José Francisco Lara Torres. «Il nostro popolo ha varie anime ma abbiamo capito che la diversità unisce: è ricchezza e la stiamo recuperando anche nelle scuole. In questo processo, i giochi tradizionali sono risorsa preziosa», ha aggiunto Torres. A farla da padrone è l’Ulama de cadera (da oggi in piazza Erbe), uno dei giochi messicani più antichi: squadre rivali si contendono una palla di gomma piena, pensante anche quattro chili, a colpi di anche. Un gioco che risale al 1.600 avanti Cristo.
Dopo l’avvio caliente, allegro e ritmato di ieri sera, da questa mattina i giochi tradizionali scendono in strada per le due giornate clou dell’evento che nelle scorse edizioni ha richiamato circa 250mila visitatori all’anno. Una sessantina di giochi verranno organizzati all’aperto in altrettanti angoli della città antica: oltre una ventina le discipline ludiche tradizionali del Messico, quasi altrettanti gli italiani. Cinque i punti ristoro, il principale in lungadige San Giorgio. 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca - pag.23

Data: 20/09/2014

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