La sede del Tribunale militare in stradone Porta Palio

INCHIESTA ODYSSEUS. La denuncia di un maggiore dell’Arma ha scoperchiato reati commessi da colleghi a Piacenza
Il procuratore Saeli: «Lavoreremo in perfetta sintonia con la procura ordinaria» La sede di Porta Palio è competente anche per altre regioni, tra cui l’Emilia Romagna
È arrivata a Verona l’indagine sui carabinieri di Piacenza, arrestati per reati che vanno dallo spaccio all’estorsione fino alla tortura. Un’inchiesta partita da una denuncia di un collega dei militari, un maggiore, che in passato era stato in servizio a Piacenza. La Procura Militare di Verona ha aperto infatti un fascicolo d’indagine sugli abusi contestati al gruppo di sei carabinieri in servizio presso la Caserma Levante di Piacenza. Due le ragioni per l’apertura del fascicolo: reati ordinari commessi da militari ai danni dei militari, in questo caso l’Arma, diventano di competenza della magistratura militare. In secondo luogo, la Procura militare di Verona ha competenza sui reati militari commessi nelle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna. Quindi anche su Piacenza. «Al momento si tratta di atti relativi al fatto», ha detto il procuratore Militare, Stanislao Saeli, «ho proceduto sulla base dei provvedimenti cautelari emessi dalla Procura della Repubblica di Piacenza, da cui sembrano già emergere estremi di reati militari. Agiamo in perfetta sintonia con i colleghi della magistratura ordinaria per ottimizzare le attività di indagine», ha detto il procuratore, «si tratta di un’indagine complessa, procederemo in perfetta sintonia. Per fare un esempio, se la procura ordinaria contesta il reato di truffa, ma se la truffa è commessa da militari ai danni della stessa Arma, diventa un reato militare».In tempo record, al comando della Compagnia di Piacenza è stato ora nominato il capitano Giancarmine Carusone, trentaquattrenne originario di Caserta, e che proviene dal comando di una Compagnia in provincia di Messina. Per ora al comando dell’Unità mobile posizionata proprio davanti alla caserma sequestrata.È stata «avviata un’inchiesta interna per approfondire se vi sono state criticità nei controlli e nell’organizzazione della realtà territoriale. L’Arma è presidio di legalità», ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ieri ha visitato la caserma di Tor Bella Monaca a Roma, accompagnato dal comandante generale dei carabinieri, Nistri.«Le prime vittime di questi fatti gravissimi siete voi, 110mila uomini e donne che vestite questa uniforme. Forte sarà il mio impegno affinchè vi sia chiarezza. Voglio che non vi sia alcuno spazio di ambiguità e di sospetto che possa alimentare, anche minimamente, da parte dei cittadini sfiducia verso l’Arma», ha detto il ministro.A dir poco imbarazzanti le intercettazioni telefoniche: «Ieri mi sono fatto male… ho preso un piccolo strappo… perchè ho corso dietro a un negro». Così Giuseppe Montella, uno dei carabinieri arrestati a Piacenza nell’ambito dell’inchiesta Odysseus, raccontava le sue gesta al figlio undicenne, che poi gli chiedeva: «L’hai preso poi? Gliele avete date? Chi eravate? Chi l’ha picchiato?». «Eh, un po’ tutti», è la risposta dell’appuntato che, come per vantarsi, precisa che anche i suoi colleghi avevano picchiato lo straniero.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 24/07/2020

Note: Alessandra Vaccari