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L’INIZIATIVA. Un percorso promosso dall’associazione «Chiese Vive»

Il Veronese in mostra anche nelle chiese.
A San Giorgio in Braida e a San Paolo si potranno ammirare il «Martirio» e la «Pala Marogna»
In occasione della mostra «Paolo Veronese. L’illusione della realtà» alla Gran Guardia, l’associazione Chiese Vive, in collaborazione con le parrocchie di San Giorgio in Braida e di San Paolo in Campo Marzio, promuove un percorso che, partendo dai due capolavori di Paolo Veronese custoditi in queste due chiese di Verona, porta i visitatori a riscoprire il contesto in cui egli si formò.
Grazie al supporto degli operatori dell’associazione si potranno ammirare, con un orario di visita ampio e garantito per tutta la durata della mostra, il celebre «Martirio di San Giorgio», appena rientrato a San Giorgio in Braida dopo la fortuna esposizione alla National Gallery di Londra, e la cosiddetta «Pala Marogna», custodita nell’omonima cappella nella chiesa di San Paolo in Campo Marzio. Gli orari di visita, fino al 5 ottobre, sono: dalle 10.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.30 dal lunedì al sabato, e dalle 14 alle 18 la domenica e festivi.
Lo splendido «Martirio di San Giorgio», capolavoro di Paolo Veronese, fu realizzato per il monastero di San Giorgio in Braida nel 1566. L’opera è suddivisa in due diversi piani: in basso, il martirio del santo , ucciso per essersi rifiutato di adorare l’idolo Apollo. In alto, l’apparizione della Madonna col Bambino insieme ai santi Pietro, Paolo e le virtù teologali. Le due scene sono collegate dalla figura di un angelo che scende dal cielo in terra per portare a San Giorgio la palma del martirio e la corona per la gloria celeste. L’opera fu requisita da Napoleone e trasferita a Parigi nel 1797, ma nel 1815 fu restituita a San Giorgio in Braida.
A San Paolo in Campo Marzio è custodita un ‘altra preziosa opera di Paolo Veronese, all’interno di un capolavoro del Cinquecento veronese: la Cappella Marogna (1565) , recentemente restaurata. I donatori, i fratelli Antonio Maria e Giambattista Marogna, ritratti a figura intera nella pala del Veronese, sembrano conversare con la Madonna con Bambino e i santi Antonio e Giovanni Battista.
L’itinerario «Paolo Veronese nelle chiese di Verona» prosegue in Cattedrale con la visita al tornacoro di Michele Sanmicheli e ai dipinti di Giovanni Caroto, riferimento artistico del Veronese e di Paolo Farinati, collega nonché suo testimone di nozze, custoditi nel Battistero di San Giovanni in Fonte. Nella Basilica di Santa Anastasia si possono ammirare altri due dipinti di Paolo Farinati; si può approfondire la conoscenza dell’opera di Paolo Veronese spostandosi ancora nella chiesa superiore di San Fermo dove si trova l’altare di San Raffaele con il dipinto di Francesco Torbido e l’urna di Torello Saraina, primo storico di Verona autore, nel 1540, del «De origine et amplitudine civitatis Veronae» impreziosito dai disegni di Giovanni Caroto, fonte preziosa per Paolo Veronese per lo studio delle antichità romane.
Nelle chiese saranno presenti operatori qualificati che, oltre a consentire la regolare apertura per tutti i giorni della mostra di Paolo Veronese, sapranno indirizzare e aiutare i visitatori nella scoperta di due gioielli poco conosciuti di Verona come le chiese di San Giorgio e di San Paolo nelle quali, proprio in questa occasione, saranno inseriti anche dei supporti didascalici per aiutare ancora meglio a scoprire gli straordinari patrimoni d’arte e di fede che contengono. L’ingresso delle due chiese è gratuito con offerta libera

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca - pag.18

Data: 8/07/2014

Note: NULL