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LA RASSEGNA. Inaugurata, con una nuova entrata, l’edizione numero 32 dell’esposizione di opere da tutto il mondo

Tosi: «Ostacoli superati grazie alla preziosa collaborazione del ministro Franceschini».Il vescovo: «Ricordano i problemi di tante famiglie, una priorità per chi amministra»

Apre i battenti l’edizione numero 32 dei «Presepi dal mondo». La novità di quest’anno è l’ingresso, a causa dei lavori di restauro sull’anfiteatro, dalla zona sottostante l’ala, di fronte a via Mazzini. Al taglio del nastro sono intervenuti il sindaco Flavio Tosi, il vescovo Giuseppe Zenti, l’assessore al turismo Marco Ambrosini e il presidente della Fondazione Verona per l’Arena Giorgio Pasqua di Bisceglie. Ospite d’onore monsignor Augusto Chendi, sottosegretario del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute. La mostra, organizzata dalla Fondazione Verona per l’Arena in collaborazione con Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio, Conferenza episcopale italiana e Diocesi, resterà aperta fino al 20 gennaio.«Ringrazio la Fondazione Verona per l’Arena, per aver continuato a lavorare per realizzare la rassegna nonostante il momento delicato dovuto all’avvio dei lavori di recupero e restauro dell’Arena», ha detto Tosi, «e anche il ministro Dario Franceschini, che si è impegnato a trovare una soluzione per poter realizzare una manifestazione cara ai veronesi e importante per l’indotto che porta alla nostra città. Ora è importante stabilire con il ministero una modalità che garantisca stabilità all’evento». La rassegna espone 400 presepi provenienti da musei, collezioni, maestri presepisti e appassionati di tutto il mondo e rimarrà aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20. Previsto uno speciale sconto famiglia. «L’arte del presepio», sottolinea il vescovo, «ha il valore del simbolo che richiama una realtà storica non ostile, ma di grande apertura ai valori di fraternità fra gli uomini. Si tratta della venuta tra gli uomini del figlio di Dio fattosi carne, attraverso l’arte, quindi, risaliamo a un contenuto teologico e umano. Questi simboli», esclama, con un riferimento alle polemiche di questi giorni sulla presenza dei simboli cristiani nelle aule scolastiche sempre più multietniche e multireligiose, «vanno davvero preservati, conservati e difesi». E il presepe, ribadisce, «ci spinge a prenderci sulle spalle la disperazione di tante famiglie che soffrono per la mancanza di lavoro». E guardando il sindaco Tosi, al quale poi chiederà se «ha qualcosa da obiettare», Zenti si rivolge «a tutte le amministrazioni pubbliche». E continua: «Si dà abitualmente priorità alle cose materiali, alle opere, e ci si dimentica delle persone che sono in condizioni di disperazione. Ricordo continuamente», aggiunge, «che ci sono famiglie senza alcun introito, che sono in uno stato di esasperazione e che meritano più attenzione: sono cittadini veronesi, non marziani e sono queste le priorità di cui occuparsi. Quando si è risolto questo problema», conclude, «si sviluppa anche il resto perché ci sono situazioni più drammatiche di quello che si pensa, realtà spesso nascoste e velate dal pudore». E prima della benedizione rivolge al sindaco, che annuisce, una battuta: «Se è d’accordo anche lei su questo, sono più contento anch’io».A margine dell’inaugurazione, il vescovo ha commentato la clamorosa razzia di opere d’arte a Castelvecchio. «Forse siamo un po’ superficiali, custodi poco seri dei gioielli che abbiamo in Italia e che meriterebbero più attenzione. Nel sapere del furto», confessa, «ho provato molta amarezza da cittadino veronese, e senso di stizza perché c’è stata superficialità: come hanno potuto entrare tranquilli, per un’ora, e depredare un bene di questo valore? Il senso è di smarrimento e di rabbia, spero che le indagini abbiano buon esito». 

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca - pag.12

Data: 29/11/2015

Note: oE.S.