Code in via Torbido, nelle ore di punta una delle strade più congestionate della città

MOBILITÀ SOSTENIBILE. Dati del traffico che saranno alla base delle scelte dell’amministrazione
Zanotto: «Se per paura dei contagi da settembre si priviligerà il mezzo privato, sarà congestione» Torna l’idea «traforino». E raddoppiare le ciclabili.
Dominano le quattro ruote. E il Comune, anche in previsione di un possibile aumento di mezzi privati per paura del contagio Covid-19, cerca di invertire la rotta. Prevedendo di potenziare il trasporto pubblico locale su gomma (autobus e anche filobus, seppur rivisto), di raddoppiare le piste ciclabili. O di realizzare infrastrutture come il “traforino” urbano a una sola canna da Poiano a Ca’ di Cozzi, per alleggerire la direttrice Teatro Romano, Borgo Trento, Ca’ di Cozzi. I dati del resto parlano chiaro. Il 61 per cento dei transiti per la città avviene in automobile, di cui il 50 per cento per spostamenti nel territorio comunale e per tragitti inferiori a cinque chilometri. I veronesi si muovono per il 23 per cento con gli autobus, per il 5 in bicicletta e per l’11 a piedi. Il 38 per cento degli automobilisti urbani compie tratti inferiori a tre chilometri e il 22 per cento sotto i due chilometri. In pratica il 60 per cento compie in auto meno di tre chilometri, quanto dista piazza Bra dalla zona Stadio e da Borgo Venezia.Ogni giorno circolano in città 70mila auto, cinquemila veicoli commerciali e mille camion. Sono numeri pre-Covid che però – fa notare l’assessore alla mobilità e vicesindaco Luca Zanotto, illustrando i contenuti del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile – potrebbero schizzare in alto a settembre. Ciò se soltanto una quota del 23 per cento di fruitori del trasporto pubblico, cioè 28mila studenti e 10mila lavoratori nelle ore di punta optasse, per paura di contagio sui mezzi pubblici, per utilizzare quelli privati. Magari per portare i figli a scuola a poche centinaia di metri da casa, o per raggiungere il luogo di lavoro o svolgere commissioni. «Se così fosse, e se questa tendenza dovesse essere confermata nei prossimi dieci anni, il traffico cittadino andrebbe in congestione», spiega Zanotto, presente il dirigente comunale del settore traffico Michele Fasoli.Il Piano, oltre ad analizzare i dati sugli spostamenti – ricavati da tremila questionari compilati dai cittadini, da incontri con le scuole e con categorie e vari soggetti – fornisce indicazioni per fluidificare il traffico ma soprattutto, sottolinea Zanotto, «per cambiare mentalità. Perché noi vogliamo puntare a una mobilità intelligente ed ecologica». Ma come si possono perseguire questi obiettivi? E come si può migliorare la viabilità cittadina? Le soluzioni, come fa notare Zanotto, sono anzitutto sul fronte infrastrutturale. E molteplici. Come detto, nel Pums si indicano il tunnel da Poiano a Ca’ di Cozzi, «ma con una sola galleria con una corsia per senso di marcia», dice Zanotto, e la precisazione va riferita rispetto al progetto del passante con traforo, progettato dall’Amministrazione Tosi, a due canne, con superstrada da Ca’ di Cozzi a Verona nord, «quindi con valenza extraurbana».Altro progetto è l’attraversamento sotto i binari ferroviari, in zona scalo merci, per collegare Santa Lucia e Stadio. Quindi la ferrovia tra l’aeroporto Catullo e la Fiera, poi «il potenziamento del trasporto pubblico locale, il Biciplan, portando dagli attuali cento a duecento chilometri la rete delle piste ciclabili. Poi le “cerniere di mobilità”, cioè i parcheggi scambiatori serviti non soltanto da navette e bus, ma anche da altri mezzi sostenibili», spiega il vicesindaco.Realizzato dal Comune con Sintagma Srl, di Perugia, il Pums ora passa in Regione per l’approvazione della Valutazione ambientale strategica. Passato il vaglio regionale potrà essere adottato dalla Giunta comunale e quindi pubblicato e consultabile da tutti. Poi passerà al Consiglio comunale. Se sarà approvato, il Piano potrà essere adottato. Ma che valenza ha il Pums? «È obbligatorio per legge e necessario anche per partecipare ai prossimi bandi europei e aggiudicarsi i fondi per le infrastrutture». I quali fondi, ottenuti, vanno però poi spesi.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 22/07/2020

Note: Enrico Giardini