INTEGRAZIONE. Dopo le tappe in provincia l’evento è approdato in città.
Torna la manifestazione «Anch’io sono capace» Duecento ragazzi sfidano se stessi dietro i banconi
«Mi piace vendere e lavorare, anche se il mio sogno è quello di cantare in inglese». Chiara è una delle cinquanta persone con disabilità che, fino a venerdì, si rimboccherà le maniche in una realtà commerciale del centro, dando così un reale contributo culturale all’incontro tra diversità.La manifestazione «Anch’io sono capace! – Negozi senza barriere», è ormai giunta all’undicesima edizione e, ben rodata, punta ora a favorire esperienze sia lavorative che socializzanti, in maniera più costante e fitta. In questi giorni l’evento si sta svolgendo a Verona e a Bussolengo, ma ha già fatto tappa anche a Negrar e Soave, coinvolgendo in tutto oltre 200 giovani.«Da lunedì 43 negozi di Verona stanno offrendo opportunità di impiego a circa 50 di persone che arrivano dai centri diurni e dalle scuole», spiega Roberto Nicolis, presidente dell’Asd «La Grande Sfida Onlus», che ogni anno replica l’iniziativa. «Inoltre sono presenti oltre 350 persone con disabilità che frequentano i Centri Diurni dei Distretti 1 e 2 dell’Ulss 9 Scaligera e che propongono in piazza delle Erbe i loro prodotti artigianali fatti “a mani”. Hanno infatti realizzato pinocchi in legno, fucili a elastico, strumenti musicali, marmellate e moltissimi altri prodotti».«La presenza costante di queste persone nelle botteghe di città e paesi, magari una volta alla settimana, rappresenterebbe una reale fonte di cambiamento. Purtroppo vincoli burocratici legati ad assicurazioni e sicurezza sul lavoro rischiano di mortificare la grande disponibilità dei negozianti». Si punta a un progetto di sussidiarietà che si basi sulla flessibilità.«Ho sempre aderito all’iniziativa e sarei ben felice di dare più spazio a chi solitamente non riesce ad averne», dice Stefania, piassarota che vende magliette e ombrelli in piazza Erbe.«Molti dei giovani coinvolti negli anni hanno dimostrato reali capacità», dice l’assessore al sociale Stefano Bertacco. «Non si tratta quindi di mera beneficenza ma di un aiuto concreto».«Questi ragazzi e ragazze sono bravi nello sport come nella produzione artigianale», interviene l’assessore allo sport, Filippo Rando. «È importante condividere momenti simili».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 25

Data: 16/05/2019

Note: C.Bazz. -