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ANNIVERSARI. Al fianco degli Scaligeri dal 1312 al 1318.

Il poeta scelse Verona dopo l´esilio perché legato ad altri esuli fiorentini, ma poi restò alla corte di Bartolomeo della Scala, Alboino e Cangrande.

 

Dal Volto Barbaro, ci spostiamo di poco, per quanto riguarda il luogo, ma andiamo indietro nel tempo al 1312, di ben sette secoli. Ritroviamoci davanti a palazzo Bevilacqua, in corso Santa Anastasia, all´angolo con la piazzetta e via Trota: nel perimetro di questo edificio ottocentesco, sorgeva nel medioevo la casa di Pietro Alighieri, notaio e podestà nel 1333, ma soprattutto figlio del più grande poeta italiano.
Probabilmente Dante non vi abitò mai, in quanto il figlio l´avrebbe acquistata successivamente, ma nel 1312 il poeta fiorentino ritornò a Verona e ci restò per sei anni. Esiliato da Firenze, l´Alighieri si stabilisce in riva all´Adige, dove era già stato alcuni anni prima. Pare, infatti, che Dante sia arrivato, per la prima volta, a Verona nel 1303, provenendo dalla Romagna. Avrebbe scelto Verona perché vi erano altri esuli fiorentini, come Lapo degli Uberti, della famiglia di Farinata, il fiero cap! o ghibellino fiorentino immortalato nel canto X dell´Inferno. In quel primo soggiorno, è probabile che fosse ospite del convento degli Eremitani di Sant´Eufemia e che, dopo, si sia avvicinato al signore della città, Bartolomeo della Scala.
Alla corte scaligera, Dante alternò studi a viaggi: andò in Val Lagarina e a Venezia per missioni politico-militari. Sulla durata del primo soggiorno di Dante, a Verona, gli studiosi sono discordi, comunque meno di un anno, fino alla morte di Bartolomeo, avvenuta nel 1304, a cui successe Alboino. Più lungo e significativo il suo secondo soggiorno, iniziato qualche mese dopo la morte di Alboino, signore scaligero a lui poco gradito, alla fine di novembre del 1311, quando il potere passò nelle mani di Cangrande. A Cangrande, Dante si legherà da profonda amicizia: lo esalterà e immortalerà nel XVII canto del Paradiso e gli dedicherà anche l´intera cantica. Si ritiene che il poeta rimase a Verona, pur con alc! uni intervalli, fino al 1318. Dal 1312 al 1318, sono gli anni ! della sua piena produzione letteraria: fa conoscere l´Inferno e il Purgatorio, scrive il Paradiso e il De Monarchia. Dante tornò a Verona anche il 20 gennaio 1320, quando, a Sant´Elena, nel complesso della cattedrale, tenne una conferenza di filosofia naturale sui rapporti fra acqua e terra. L´anno dopo, il poeta morirà a Ravenna.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 1/01/1970

Note: CRONACA – Pagina 14