LA PROPOSTA. Dopo le multe fatte ai ciclisti.
La circoscrizione: «Così si eviterà di pedalare contromano»
Via Cesiolo, ciclisti contromano: «La soluzione degli Amici della bicicletta non è da scartare». «La proposta», commenta il presidente della seconda circoscrizione, Filippo Grigolini, «di istituire una zona residenziale al Cesiolo può essere accolta, ma prima deve essere valutata dal settore Traffico del Comune».Intanto, non si placano le lamentele dei ciclisti per la raffica di multe ricevute. Il Codice della strada, a tal proposito, non ammette flessibilità: le biciclette sono poste sullo stesso piano delle auto. Ma c’è chi insiste dicendo che «ci sono altre priorità nel quartiere in fatto di mobilità» e chi aggiunge che «è più pericoloso spingere la bicicletta a piedi, perché si occupa più spazio».Grigolini ricorda «la pericolosità di via Mameli» pur non giustificando il contromano. «Scendo dalla bicicletta», dice il presidente, «e percorro la strada in senso contrario a piedi. Certo, devo partire prima». Il focus sul via Cesiolo si concentra su 200 metri, il tratto che da via Mameli sale sino a via Nervesa. È qui che una zona residenziale potrebbe trovare la sua collocazione, cioè «una zona urbana», spiega Giorgio Migliorini presidente Fiab Verona, «in cui vigono particolari regole di circolazione a protezione dei pedoni».«Al suo interno», continua, «si fissa per tutti un limite di velocità non superiore a 15 chilometri l’ora e si consente il doppio senso alle biciclette». La soluzione trova d’accordo anche Paolo Padovani, amministratore del sito Facebook «sei di Borgo Trento se…» che sull’argomento ha raccolto vari commenti. «Serve una cultura della bicicletta», afferma. «Occorre dare più importanza a questo mezzo. Ogni 50 metri di pista ciclabile creati sono una conquista. Ma manca una visione globale». Non sorprende che molti cittadini concordano sul «multare chi non rispetta le regole» e il contromano è per di più pericoloso.Semmai «inaspettato», dice Padovani, «è notare un diffuso fastidio nei confronti delle due ruote a pedali. C’è persino chi sostiene siano troppe le biciclette su via Cesiolo». «Questo», continua, «significa non comprendere che la bicicletta è un passo avanti. Segno che manca la cultura del movimento, sia del mezzo pubblico sia di quello privato. È anche vero che in città non c’è la possibilità di utilizzare la bicicletta per la mancanza di un percorso unitario. Ci sono troppe interruzioni e si interviene solo sul singolo caso».o

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA sez. "Null" pag.11

Data: 11/09/2016

Note: o Marco Cerpelloni